Sicilia: ecco gli edifici ad alto rischio sismico Sono numerosi gli edifici pubblici siciliani che sono ad elevato rischio sismico. Dall’ospedale Liberty sulla costa dell’Arenella al cineteatro di Porto Empedocle, passando per scuole e municipi di quasi tutta l’isola. La lista nera degli edifici maggiormente a rischio è stata stilata dalla protezione civile regionale che su 48 palazzi pubblici ne ha rilevati a rischio ben 43 che sono addirittura rimasti al di sotto del valore uno del cosiddetto indice di collasso, quello che determina la possibilità di crolli delle strutture in caso di terremoti. I lavori di monitoraggio sono ancora agli inizi. Bisognerà controllare 164 edifici, mentre le verifiche sono in corso per 64 edifici pubblici dell’isola.
Il grande imputato per le condizioni degli immobili è il cemento armato “molle”, che ha troppa sabbia nella composizione. Alla luce anche della tragedia dell’Abruzzo la protezione civile invierà delle lettere a tutti i sindaci siciliani per capire chi è in regola con i piani di prevenzione antisismica e chi no perché è giusto capire anche chi debba assumersi le proprie responsabilità.
Negli ultimi due anni la Protezione civile ha stanziato circa cinque milioni di euro per le verifiche sui palazzi a rischio crolli. E i risultati dei test antisismici che arrivano a singhiozzo nella sede di via Abela non sono esattamente confortanti. Sotto la soglia di sicurezza, a Palermo e in provincia, ci sono nove strutture sanitarie: i padiglioni indicati come "medici", "discinetici" e "Spinelli" dell´ospedale Enrico Albanese presentano indici di collasso fra lo 0,2 e lo 0,6, cifre lontane dalla soglia di sicurezza assoluta (la fatidica quota 1). Le perizie, in questo caso, sono state affidate a metà aprile del 2007 e trasmesse al dipartimento nel maggio del 2008.
Ancora più bassi (sotto lo 0,1) i parametri di resistenza del cemento registrati in alcune strutture di altri ospedali: l’Aiuto materno, il vecchio padiglione del Cervello, il poliambulatorio Biondo e l’edificio De Luca del presidio Pietro Pisani e il "Civile" di Partinico.
Al di sotto degli standard ben nove padiglioni dell´ospedale Piemonte di Messina e, sempre nel capoluogo peloritano, cinque fra chiese e parrocchie nei villaggi di Larderia Inferiore, Sant’Agata e Pace. A Piazza Armerina le perizie hanno segnalato criticità in sette scuole. Nessun pericolo imminente di crollo, ma un mancato adeguamento alle norme antisismiche. A San Gregorio di Catania è l´edificio del Comune a mostrarsi non in linea con i parametri di sicurezza nell´eventualità di un terremoto. Fino al caso del cine-teatro di Porto Empedocle, dove i test antisismici - finanziati nel settembre del 2008 con un contributo di 27 mila euro - sono stati ultimati di recente: negativi anch'essi. In seguito all´esito di queste verifiche dovrebbero scattare gli interventi di ristrutturazione e consolidamento degli edifici: anche questi lavori sono sostenuti dalla Protezione civile. Oltre sette i milioni di euro messi a disposizione, ma serve il cofinanziamento dell´ente proprietario dell´opera. Finora nessun intervento è stato eseguito.
In questo quadro sconcertante, però, qualche nota positiva c’è con la storia delle amministrazioni virtuose come quelle di Brolo, Vizzini, Mirabella Imbaccari, Pozzallo e San Michele di Ganzeria che hanno realizzato scuole elementari e poliambulatori a prova di scossa tellurica. Purtroppo sono esempi positivi, senza dubbio, ma numericamente troppo inferiori alla media regionale. Soprattutto se si confrontano con la lista seguente:
Maria Chiara Ferraù
17 / 04 / 2009
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