Scuola: Sì al siciliano nelle scuole Arabo, greco, latino. Sono queste alcune delle lingue su cui è nato e si è sviluppato il dialetto siciliano che oggi, purtroppo, è sempre meno conosciuto.
Ma la nostra lingua, nel 1200, grazie al sovrano illuminato Federico II di Svevia, da volgare divenne espressione colta e letteraria grazie alla scuola poetica siciliana. In epoca più recente ricordiamo Giovanni Meli, il poeta che non scrisse mai una parola in italiano, ma usò sempre la sua lingua madre nei suoi componimenti. La Regione siciliana ha oggi riconosciuto il valore del nostro dialetto con la legge che prevede l’insegnamento del siciliano nelle scuole. Alcuni studenti che abbiamo intervistato si sono mostrati curiosi, vogliono saperne di più sul siciliano che loro parlano, ma male. Alcuni di loro, invece, sono un po’ scettici e temono che lo studio del siciliano tolga ore agli insegnamenti che ritengono più importanti.
A prescindere da ciò che si pensa della nuova legge regionale, ci vorrà ancora un po’ di tempo finché l’insegnamento nelle scuole diventerà realtà. Bisognerà prima di tutto formare i docenti.
Maria Chiara Ferraù
23 / 05 / 2011
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