Scuola: approvata la riforma Gelmini Centosessantaquattro voti a favore, centotrentaquattro contrari e tre astenuti. Sono questi i numeri della votazione che ha determinato l’approvazione in via definitiva del decreto legge sulla scuola. E prosegue intanto l’afflusso degli studenti a Piazza Navona a Roma per protestare contro la riforma Gelmini. Al grido di “Siamo tutti studenti, nè rossi, nè neri, ma liberi pensieri” gli studenti ribadiscono insieme agli insegnanti e ai genitori il loro no compatto. La riforma è già stata approvata, ma loro resistono e annunciano che continueranno a rimanere anche dopo l’approvazione del decreto.
Anche a Palermo si protesta. Circa duecento studenti delle scuole medie e superiori stanno protestando nel centro della città. Le proteste nel mondo della scuola e dell’università proseguono in tutta Italia in attesa dello sciopero generale proclamato per domani. Palazzo Madama è stato preso d’assedio dagli studenti sin dal mattino e cortei e manifestazioni hanno attraversato l’Italia in un modo ancora non visto. Nemmeno nel 68 la protesta degli studenti era stata così pressante e aveva coinvolto anche famiglie ed insegnanti. Un segno che qualcosa che non va c’è davvero nella riforma Gelmini. I cortei sono tutti apolitici. Le uniche bandiere che svettano sono quelle delle scuole di appartenenza.
In Sicilia a Palermo ieri è stata occupata la facoltà di scienze politiche, dove sono scoppiate le prime scintille, sfociate con le dimissioni del preside Antonello Miranda che si era rifiutato di interrompere le attività didattiche. E cresce anche la lotta parallela del neonato coordinamento “Studenti in movimento”, formato da studenti che rivendicano di essere senza alcun simbolo politico nè bandiera. L’organismo si distacca dalle proteste di strada. La battaglia dilaga anche nelle altre province siciliane che finora erano rimaste passive. Per i prossimi giorni previsti cortei di protesta anche a Messina. Tutti in piazza contro i tagli alla scuola pubblica. A Catania prosegue l’occupazione della facoltà di Fisica e proprio nel capoluogo etneo l’associazione culturale “Officinadiidee” ha indetto per domani una manifestazione che partirà dalla centrale piazza Roma.
A Palermo, invece, non appena appresa l’approvazione della riforma, l’università di Architettura è entrata in lutto. Un telo nero realizzato con sacchetti di plastica ricopre la facciata in vetro dell’edificio su cui campeggia lo striscione “non ci cancellerete”. Nella facoltà di lettere e ingegneria, sempre a Palermo, sono stati allestiti maxi schermi su cui gli studenti hanno assistito alla seduta del senato, mentre alle 15 è in programma l’assemblea di ateneo per assumere iniziative che porteranno avanti gli studenti nei prossimi giorni.
Chiara Ferraù
29 / 10 / 2008
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