Sciacca (Ag): i lavoratori alle terme a braccia incrociate I cinquantuno lavoratori delle terme di Sciacca hanno incrociato le braccia. Non per scioperare, però, bensì perché non hanno nulla da fare. Aspettano nella hall dell’azienda di conoscere la loro nuova destinazione. I cinquantuno sono stati dichiarati “in esubero” e per questo sono finiti in un ruolo unico speciale varato dalla Regione per salvare i livelli occupazionali nell’ambito della privatizzazione dell’azienda che è iniziata nel 1999 e che è ancora in corso. Per questi dipendenti è scattata la mobilità. Tutti finiranno in enti della Regione (motorizzazione e beni culturali), ma ancora non è stato stilato un elenco ufficiale sulla loro futura destinazione. Frattanto la direzione delle Terme ha notificato un ordine di servizio nel quale viene stabiliti che i lavoratori debbono garantire la presenza al lavoro. Anche senza fare nulla, dunque.
Ventisette, invece, sono i dipendenti che rimarranno a gestire le cure termali. “è incredibile che nessuno ci dica dove andremo a finire”, commentano dal canto loro i lavoratori rimasti in mobiltià.
Chiara Ferraù
14 / 10 / 2008
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