Sanità: è polemica sulle chiusure delle guardie mediche
Il governo regionale siciliano, guidato dal presidente Raffaele Lombardo, ha decretato la chiusura di 43 guardie mediche nell’isola. E le polemiche fioccano sia da parte di esponenti politici, che da sindacati. Ora anche l’ordine dei medici esprime le proprie perplessità e lo fa attraverso il presidente Toti Amato che ha incontrato i rappresentanti dei sindacati medici SMI, Federazione Medici, Cgil Medici e intesa sindacale. Secondo Amato dopo i tagli delle guardie mediche, sarà difficile poter garantire assistenza continua nei posti dove tali presidi scompariranno.
L’uno contro l’altro armati, per l’argomento, sono anche i partiti della stessa maggioranza. Secondo Carmelo Briguglio, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, i tagli “non comportano una seria riduzione della spesa, ma colpiscono solo famiglie e ceti deboli. È un provvedimento di facciata – ha dichiarato Briguglio –che peraltro lascia al suo posto la casta sanitaria, compresi quei direttori generali delle Asl che sono i responsabili della spesa fuori controllo,molti dei quali rispondono politicamente a Lombardo che ne ha fatto gli amministratori delegati del suo potere personale in Sicilia”. Secondo Paolo Colianni, ex assessore regionale e capo delegazione dell’Mpa in commissione Sanità all’Ars, invece, il governo ha avviato una politica di rigore che non ha nulla a che vedere con un passato in cui l’”occupazione del potere è stata l’unica attività che vedeva parimenti impegnate maggioranze ed opposizioni”. Secondo Colianni la riduzione del numero delle guardie mediche è necessaria.
Il neo consigliere provinciale del Pd alla provincia di Messina, Luigi Gullo, in merito alla vicenda non lascia dubbi: la colpa è della politica, anzi, come scrive in un comunicato, “dell’incapacità politico-amministrativa di chi ci governa alla Regione e alla Provincia”. Inoltre, continua Gullo “sulla base dell’assurdo piano di rientro della spesa sanitaria dell’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, si determina, entro il 2009, il taglio di 87 guardie mediche in Sicilia. Gli strani criteri adottati hanno previsto che la prima tranche preveda il taglio di 43 guardie mediche secondo il seguente schema: 12 in provincia di Messina, 1 a Catania, 8 a Palermo, 3 a Caltanissetta, 3 Siracusa, 5 ad Agrigento e 4 ad Enna e Trapani, 1 a Ragusa. Per i restanti 44 tagli, se i criteri saranno sempre gli stessi, dobbiamo aspettarci che entro il 2009 nella provincia di Messina saranno soppresse altre 12 o 13 guardie mediche”. Gullo sottolinea il fatto che proprio la provincia di Messina è stata fra le più colpite dai tagli alla sanità. Secondo Gullo, inoltre, la soppressione delle guardie mediche in concomitanza con la stagione estiva, causerà un carico di lavoro eccessivo per le strutture ospedaliere e i vari pronto soccorsi. “Se a questo – continua Gullo – si aggiunge che negli ultimi anni si sono effettuate riduzioni di personale mirate a penalizzare alcuni nosocomi, si comprende bene che questa classe politica di maggioranza sta agendo a discapito della qualità della tutela del diritto alla salute dei cittadini ed in spregio alle legittime richieste di medici ed infermieri che richiedono da tempo un aumento di personale per effettuare un servizio sanitario adeguato”. Il neo consigliere provinciale Gullo, inoltre esprime “profondo sdegno nei confronti di chi ha amministrato in questi anni la Regione Sicilia, avendo favorito l’enorme crescita delle cliniche private finanziate con i soldi regionali a discapito degli ospedali pubblici. A partire dal 2007 la sola Sicilia ha un numero di cliniche convenzionate che supera il numero totale di quelle presenti in tutta Italia, da Reggio Calabria a Bolzano”.
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