Roma: presentato il libro “Profili” del centro studi Tindari Patti E’ stato presentato a Roma il libro di Beatrice Mezzone “Profili”, pubblicato dal centro studi Tindari Patti con prefazione di Nicola Tindaro Calabria che ha scritto: “Le poesie di Beatrice Mezzone vanno lette attentamente perché intrise di metafore e realtà. I versi si presentano al lettore con una certa eleganza letteraria, segno di una preparazione culturale non indifferente”.
Di lei Maurizio Cucchi ha scritto sul numero 1690 di Tuttolibri de La stampa: “la pur vivace, ricca di umori, Beatrice Mezzone, oscilla tra un dire epigrammatico, con buoni effetti incisivi, e un dire più aperto dove potrebbe ancora lavorare di lima. Nell’esempio che ci ha inviato, parte utilmente, poi rallenta il procedere, con versi un po’inerti: “Conobbi la sensazione ormai vuota / di quello che fu / e sempre / cercai ovunque quel nido / quello spazio quel tempo / per noi / che adesso / siamo un io e un te / indivisi eppure individui / muti pensosi scettici…”. Altre volte il suo dire si fa più conciso, e allora emerge un’interessante forma di energia reattiva: “Se avrò fortuna / sarò anima racchiusa / in corazza di tartaruga antica”.
Uno dei temi che spesso ricorre in questo libro è quello dei sogni e del tempo. I sogni sono “affollate solitudini interiori / evanescenti essenze / inafferrabili / mutevoli”. Ma sono i sogni che ci fanno vivere. Una vita senza sogni è vuota, nulla, priva di mete. Se privassimo l’uomo dei sogni molte cose sarebbero diverse per ogni singolo essere umano e nella società intera. Spesso i sogni sono il motore che fa andare avanti un’intera collettività. La nostra autrice nella poesia Time sintetizza bene il significato del sogno e il rapporto con il tempo là dove scrive: “…chiedendosi se davvero / è finito il tempo del sogno, / convincendosi che davvero / siamo dentro al sogno del tempo / come intrappolati, / risucchiati a ritroso / nel tempo indietro – nel flashback- / del film della nostra vita”.
Questi versi sintetizzano il suo pensiero filosofico facendoci capire che la vita stessa è un sogno, che va vissuta nel tempo che diventa il momento temporale dei sogni. Il tempo diventa il metro di misura della nostra vita, del nostro essere, ma soprattutto la dimensione per cogliere la vita.
Potremmo dire che la poesia dell’autrice è esistenzialista ma anche realista, e spesso la metafora serve per far capire meglio al lettore il pensiero, l’io, il desiderio che ella trasfonde in ogni verso.
Questo libro dimostra anche la maturità poetica della Mezzone , che sicuramente nel tempo saprà regalarci delle opere letterarie di notevole spessore.
30 / 12 / 2009
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