Roma: il secondo giorno di carcere per Cuffaro Oggi è il secondo giorno che Salvatore Cuffaro, ex presidente della regione siciliana, trascorrere in carcere a Rebibbia. Dovrà scontare, come detto nei giorni scorsi, sette anni di carcere. Per lui non ci potrà essere nessuno sconto. Soltanto per buona condotta, potrà tornare a casa per 45 giorni ogni sei mesi di reclusione. Prima che il verdetto fosse reso noto ha affermato che l’avrebbe accolto serenamente e che la sua fiducia nella giustizia non sarebbe venuta meno. Queste parole Cuffaro le ha poi ripetute ai giornalisti poco prima di salire sulla macchina che lo avrebbe portato dai carabinieri dove si è costituito, prima di entrare in carcere.
E il mondo politico si è diviso nelle reazioni. Chi si è dichiarato allibito dalla decisione dei giudici della corte di Cassazione e chi ha ritenuto l’evento una sorta di rimborso per la Sicilia dopo le malefatte dell’ex governatore. La maggior parte dei leader politici, però, ha espresso solidarietà e di dispiacere con il rispetto della legge. Rita Borsellino, ad esempio, ha apprezzato l’atteggiamento contenuto e dimesso di Cuffaro. In realtà questo dovrebbe essere l’atteggiamento normale di chi rispetta le istituzioni. Probabilmente però la reazione che ha suscitato il contegno di Cuffaro ha avuto ancora più eco perché siamo abituati a ben altri scenari e a differenti reazioni alle sentenze dei giudici.
24 / 01 / 2011
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