Roma: due testimoni di giustizia siciliani incatenati al Viminale Si sono incatenati al Viminale due imprenditori siciliani: Ignazio Cutrò e Valeria Grasso, accusatori di boss mafiosi. Anche grazie alle loro denunce sono stati inflitti pesanti colpi a cosa nostra. I due si sono incatenati davanti al ministero dell’interno perché, dopo essersi schierati con lo Stato e aver denunciato i rispettivi estorsori hanno perso tutto, hanno smesso di lavorare e nessuno ha fatto qualcosa per loro. “Si tratta dell’atto estremo di due persone per bene e riservate – ha dichiarato Sonia Alfano dell’Italia dei Valori – Lo stato prima li ha utilizzati e poi scaricati come merce vecchia. In questi terribili mesi sono stata accanto a queste due splendide persone, ho condiviso con loro il dramma della solitudine. Invito tutte le persone per bene a non lasciarli più da soli e il ministro dell’interno Maroni a fornire risposte per iscritto perché so per certo che se così non sarà i due imprenditori rimarranno incatenati”.
“I testimoni di giustizia sono una risorsa preziosa per la lotta alla mafia, ma questo governo si ostina a mortificarli – dichiara Giuseppe Lumia, senatore del Pd, componente della commissione antimafia – Si tratta di cittadini onesti che hanno dato un contributo importante nella lotta alla mafia e contro l’illegalità. Lo Stato non può prima usarli e poi abbandonarli al loro destino”.
“L'episodio dei due imprenditori siciliani, testimoni di giustizia, che sono stati costretti a incatenarsi davanti al Viminale per riuscire a far sentire la loro voce è qualcosa di molto triste – dichiara il senatore Giampiero D’Alia, presidente del gruppo Udc al Senato – e lo Stato non si dimostra capace di difendere e tutelare i cittadini più coraggiosi .I due imprenditori denunciano di aver perso tutto, di non poter più lavorare e di non ricevere alcun tipo di supporto dagli apparati dello Stato né dalle organizzazioni imprenditoriali. Lo Stato deve essere vicino a queste persone – prosegue D’Alia – soprattutto a persone che con le loro denunce hanno permesso di combattere in maniera più efficace le organizzazioni mafiose. Non possiamo vantare i risultati della lotta alla criminalità e allo stesso tempo lasciare sole alcune delle persone che l'hanno resa possibile. Per questo - ha concluso - ai due imprenditori va tutta la mia solidarietà".
“Abbiamo più volte proposto in commissione antimafia – aggiunge Lumia – provvedimenti per dare loro il sostegno e la stabilità che le istituzioni devono garantire a tutti coloro che denunciano il crimine. Il governo, però, si è sempre rifiutato di prenderli in considerazione, malgrado fossero ampiamente condivisi. Ripresenteremo ancora una volta tali provvedimenti e sfideremo l’esecutivo ad essere più coerente con i proclami e la propaganda a cui ci ha abituato”.
02 / 12 / 2010
Pagine correlate cronaca
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Roma: due testimoni di giustizia siciliani incatenati al Viminale '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecodisicilia scrivere all'indirizzo email chiara.ferrau@libero.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema cronaca roma sicilia
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|