Rodì Milici (Me): marocchino lapidato e poi bruciato
Il cadavere di un marocchino, irriconoscibile, è stato rinvenuto nelle campagne di Rodì Milici, centro in provincia di Messina. L’uomo, a quanto pare, sarebbe stato ucciso a colpi di pietra e poi bruciato. Ieri mattina poco dopo le 8 un contadino ha rinvenuto il cadavere riverso ai margini di una strada interpoderale tra vigneti e uliveti in contrada CAlvagno. Probabilmente, a causa dell’omicidio, un regolamento di conti nell’ambito dello spaccio di droga.
L’immigrato marocchino, El Mostafa Rahbib, 40 anni, da 18 anni era residente in Italia a Barcellona Pozzo di Gotto. L’uomo è stato riconosciuto dai carabinieri grazie al ritrovamento di un portafoglio contenente una patente di guida. L’uomo, con regolare permesso di soggiorno era entrato nel mirino degli investigatori la scorsa estate quando i militari fecero irruzione all’interno dell suo appartamento. Credevano fosse uno spacciatore in proprio.
L’uomo, descritto come un tipo solitario, non ha preso nemmeno la sua bicicletta. Probabilmente Barcellona l’uomo ha incontrato i suoi assassini con cui è salito in macchina. L’uomo è stato picchiato selvaggiamente e colpito alla testa più volte. Un autentico massacro. Dopo il corpo è stato bruciato, probabilmente usando della benzina. Il marocchino, sposato e con una figlia, ha lasciato i suoi familiari in Marocco.
Chiara Ferraù
06 / 10 / 2008
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