Regione: la “parentopoli” dello scandalo La Regione Siciliana continua a far parlare di sé. Tutti i principali quotidiani nazionali e regionali puntano i riflettori sulla “parentopoli” regionale. In particolare il caso è stato sollevato a seguito dello scandalo dell’assunzione per chiamata diretta della figlia dell’assessore al personale, Giovanni Ilarda. I sindacati si sono sollevati e la giovane ha presentato le sue dimissioni. Appoggiata dal padre e dal governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo. Ma in Sicilia non si è nuovi ad episodi del genere. E per chiamata diretta non vengono chiamati sicuramente persone che, seppur preparate, non sono conosciute nel mondo politico. “è una vergogna che certe cose avvengano nel nostri uffici – ha commentato a caldo l’onorevole Domenico Scilipoti (Italia dei Valori). È impensabile che succedano cose del genere proprio in una regione come la Sicilia che ha più dipendenti regionali delle più grandi regioni italiane messe insieme e che paga centinaia di migliaia di euro ai dirigenti che sono uno ogni otto dipendenti regionali”.
Dal canto suo, invece, Lombardo difende Ilarda e dichiara che “i casi rimproverati all’assessore Ilarda sono due bucce di banana su cui è già scivolata la credibilità di chi li ha sollevati: la figlia Giuliana ha iniziato a collaborare con l’amministrazione regionale nel 2006, riscuotendo consensi professionali e tecnici ben prima che il padre decidesse di occuparsi di politica o entrasse a far parte del governo regionale. Il governo regionale siciliano – prosegue il presidente della Regione – ha diritto e facoltà di affidare incarichi a persone esterne alla pubblica amministrazione, fondando a tempo determinato, il rapporto su elementi soggettivi di fiducia e affidabilità”. Secondo Lombardo, inoltre, se si dovesse bandire un concorso per reclutare tutti i lavoratori addetti ai gabinetti o alle segreterie politiche si aggiungerebbero funzionari superflui ad un organico già ricco delle stesse figure professionali. Ma ci sono anche altri casi come quello di alcuni politici che sono stati estromessi dalla scorsa tornata elettorale e sono stati assunti, sempre per chiamata diretta, alla Regione.
24 / 09 / 2008
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