Regione: Fns, Sicilia colonia della Cina? No, grazie! In questi giorni in cui la Sicilia è in mostra in Cina, l’Fns, frunti nazziunali sicilianu, invita alla cautela e alla tutela del ruolo e degli interessi del popolo siciliano rispetto a quelli dell’imperialismo cinese e dice no all’ascarismo.
“Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono positivo il fatto che i rapporti culturali, commerciali e turistici fra la Sicilia e la Cina potrebbero avere sviluppi ulteriori, vantaggiosi per il Popolo Siciliano. Così come sembra che, in buona fede, ritenga possibile il Presidente della Regione Raffaele Lombardo.
Qualche preoccupazione e non poche perplessità suscitano le indiscrezioni e le insinuazioni, secondo le quali il tutto finirebbe, in concreto, con l’agevolare interventi ed interferenze “CINESI” nella vita economica e nella vita politica della Sicilia.
L’FNS ribadisce allora: La Sicilia non vuole e non deve diventare la colonia della Cina. Né deve essere “complice” dell’Imperialismo economico, produttivo, alimentare e finanziario (nonché politico e militare) del Governo di Pechino. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che interi settori produttivi e gli stessi prodotti, anche agricoli, Siciliani sono già scomparsi e – al loro posto – troviamo aziende e prodotti cinesi. Con uno strascico di disoccupazione e di immiserimento.
Non parliamo, poi, delle interferenze cinesi persino nell’affair “ponte-imbuto” sullo Stretto di Messina. Un ponte che il popolo siciliano non vuole. Per i motivi che già tante volte abbiamo detto e che continueremo a ripetere, contro ogni forma di sopraffazione e contro l’ascarismo culturale e politico dominanti in Sicilia, al servizio di interessi estranei. E contrastanti con quelli del Popolo Siciliano. Della nazione siciliana.
La Sicilia, infine, non può diventare la Base e/o l’HUB dell’espansionismo cinese nel Mediterraneo.
Insomma: sì ai rapporti e agli scambi con la Cina. Ma soltanto se questi rapporti sono contenuti nella strategia siciliana per l’economia e per gli interessi generali della Sicilia (appunto). E sempre che questi “rapporti” siano compatibili con i diritti, con la Strategia, con l’Economia e con il ruolo che la Sicilia vuole e deve avere nel Mediterraneo e nel Mondo.
No, invece, ai rapporti e agli scambi e alla sottomissione della Sicilia alla Cina.
Attenzione, quindi, a non subordinare niente e nessuno alle manovre di colonizzazione svolta dalla Cina nei confronti della Sicilia. Magari con la complicità di politici e/o di speculatori locali.
21 / 08 / 2010
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