Regione: Fns, sì al crocifisso nelle aule “Crocifisso a scuola? Sì, grazie! Anche perché nessuno, neppure la corte di Strasburgo ha la facoltà di violare la libertà di religione”. Così Giuseppe Scianò, segretario politico di Lu frunti nazziunali sicilianu Sicilia indipinnenti, in merito alla decisione della corte europea di vietare l’affissione del crocifisso nelle aule scolastiche
“Nella sentenza oggetto delle polemiche – continua Scianò – è mancato il senso della realtà, anzi sono mancati il buon senso e la serenità e, a prescindere dalla buona fede della parti direttamente in causa, sono prevalsi altri tipi di preoccupazioni ed il complesso di inferiorità nei confronti delle religioni armate fino ai denti. Bisogna invece che sia rispettato e tutelato il diritto dei popoli, come quello siciliano, che intendono difendere il principio del pluralismo religioso e rispettare le religioni e le libertà altrui senza rinunciare alla propria libertà e senza essere obbligati a rinunciare anche ala propria fede religiosa. Ho parlato e parlo da laico – prosegue Scianò – e soprattutto da cittadino del mondo. Vorrei ricordare umilmente e senza retorica che ogni popolo ha il diritto sacrosanto di essere se stesso e quindi ha il diritto di mantenere le proprie tradizioni, la propria storia, la propria identità culturale e nazionale. Ed è quanto avviene nel mondo sia in occidente che in oriente, sia a nord che a sud. Chi conosce la Sicilia sa bene che i nostri commercianti, in particolare, quando la mattina alzano la saracinesca si fanno il segno della croce. Cosa dovremmo fare – stando alla cultura che sembra emergere dall’operato dei sette giudici di Strasburgo – prendere loro la contravvenzione? Non vorrei essere frainteso. Noi siciliani abbiamo tradizioni di pluralismo religioso ultramillenarie. E le manteniamo ancora oggi se appena compatibili con la religione cristiana. Siamo per la convivenza e per il pluralismo religioso ancora oggi. E lo saremo sempre. Lo dicono anche i nostri cognomi tipici che spesso si richiamano a quelle radici linguistiche, a culture e molto spesso a religioni diverse da quelle cristiane. Sì, dunque, al dialogo, alla collaborazione ed all’amicizia fra i popoli. E sì al pluralismo religioso. Ma diciamo un convinto no – conclude Scianò – alla rinuncia, no alla censura anti cristiana, anche quando questa fosse caldeggiata da forze e movimenti politici che si dicono buonisti, ma che finiscono poi con l’essere d’accordo con gli intolleranti di professione. Tanto più che la stragrande maggioranza dei siciliani, a cominciare dai ragazzi, ed in particolare dagli scolari e dagli studenti, più direttamente coinvolti, non accetta la resa incondizionata né le prevaricazioni di alcun genere. Diciamo quindi un bel no alla cultura e alla prassi di quanti per fini che non confessano vogliono fare arretrare il crocifisso fino alla soffitta, per poi toglierlo di mezzo del tutto. Il popolo siciliano difenderà da sé, insomma, il diritto di mantenere il crocifisso nelle aule scolastiche, come messaggio di amore per tutti, anche e soprattutto per coloro che praticano altre religioni. Il crocifisso è l’espressione visibile della nostra fede. Ci permettiamo di aggiungere che non ha mai fatto male a nessuno, soprattutto nelle aule scolastiche. Ed infine ricordiamo a noi stesso che è anche una componente essenziale della identità culturale e nazionale del popolo siciliano”.
09 / 11 / 2009
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