Regione: Fns, “riprendiamoci la festività dei morti” Il prossimo fine settimana in Italia ricorre la festività cattolica dei morti. Una festa che sta per essere soppiantata anche nel nostro paese dalla festa di Halloween importata dall’america.
“Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ribadiscono la esigenza morale e culturale, oltre che politica, di considerare le tradizioni siciliane, come quella della festività dei morti, come valori. E come fenomeni di socialità, di solidarietà e di continuità di affetto e di gratitudine con le generazioni che ci hanno preceduto. Tradizioni, queste, ancora oggi vive e seguite dalla maggior parte dei Siciliani, compresi i siciliani della diaspora. Fermi restando, ovviamente, i superiori, altissimi, significati religiosi che il Cristianesimo ha conferito a questa festività “pre-cristiana”, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Significati religiosi che i Siciliani tutti rispettano e praticano. Insomma: quella dei morti è pur sempre una festività nella quale predomina l'amore.
In siffatto contesto (e non in termini dispregativi) va interpretata la specifica tradizione di regalare ai bambini i giocattoli. Una “testimonianza”, quest'ultima, della delicatezza di sentimenti che contraddistingue la Festività. Unitamente all'altra tradizione di regalare e di regalarsi i dolci tipici, fra i quali dovrebbero trionfare i “pupi” di zucchero.
Sono proprio queste tradizioni che hanno fatto della festività dei Morti, in Sicilia, un fenomeno culturale e religioso unico al Mondo. Una festività che va considerata patrimonio culturale immateriale dell’umanità e che, in quanto tale, va salvaguardata e tramandata.
L’FNS rivolge, quindi, l'invito - principalmente a tutte le Istituzioni, al Parlamento Siciliano ed ai singoli rappresentanti politici ai vari livelli - di isolare e di respingere i tentativi in corso di omologazione e di annullamento di tutto ciò che contraddistingue la identità culturale del Popolo Siciliano.
La consapevolezza della propria identità e la consapevolezza di se stessi non devono essere considerate, infatti, come fenomeni di isolamento ma, al contrario, come momenti di impegno collettivo di tutti i Siciliani, per spezzare l'isolamento stesso e per guardare ai problemi del presente e del futuro con maggiore serenità.
L’FNS vuole, infine, “dichiarare” che non dobbiamo temere la concorrenza della festa americana e americanizzante di Halloween, che bene si può inserire nel multiculturismo di moda.
Ribadiamo che dobbiamo - innanzi tutto - preoccuparci piuttosto della mafia, dell’alienazione culturale, del colonialismo culturale, dell’anti-sicilianismo, della mala-politica, della corruzione, del mancato sviluppo economico e del degrado. Sono proprio questi fenomeni, - locali e multi-nazionali - che dobbiamo combattere sempre ed ovunque. Con priorità. Ma, per combattere meglio questi fenomeni, la coscienza civile e la consapevolezza di noi stessi, della propria identità, dei propri problemi, sono condizioni necessarie ed indispensabili.
Sono questi i nostri punti di vista e non amiamo essere fraintesi da alcuno. Ed a maggior ragione da coloro che praticano l’anti Sicilia” come professione principale”.
28 / 10 / 2009
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