Regione: autotrasportatori e pescatori, caos nell’isola
Dopo gli autotrasportatori che hanno iniziato il blocco ieri, oggi hanno protestato anche i pescatori siciliani. A sorpresa insieme ai camionisti oggi hanno occupato il passaggio a livello della stazione di Santa Flavia, nel palermitano. I pescatori sono sul piede di guerra e stanno programmando altre manifestazioni di protesta. Chiedono di affrontare le criticità del settore. Protestano contro il caro gasolio, le restrizioni delle normative comunitarie e i divieti imposti su alcuni tipi di pesca. Secondo i rappresentanti sindacali, il 70% delle imprese coinvolte dai provvedimenti restrittivi, sono siciliane. Domani la marineria di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, occuperà l’aula consiliare. Un po’ ovunque nei centri marittimi sono previste proteste per la giornata di domani.
Agli autotrasportatori e ai pescatori si sono aggiunti anche gli agricoltori del movimento dei forconi. Trenitalia, come fa sapere in una nota, ha attivato un servizio sostitutivo con bus. Alcuni pescatori hanno denunciato di avere rischiato di essere travolti dal treno che "si e' fermato solo all'ultimo istante".
Inoltre in Sicilia oggi ci sono stati problemi un po' ovunque legati ai distributori di benzin presi d'assalto dagli automobilisti per lo sciopero di una settimana.
A Lentini, in provincia di Siracusa, una lite in un presidio degli autotrasportatori è degenerata con una coltellata.
Intanto, dal comitato pendolari siciliani si dissocia dall’operazione denominata “Forza d’urto” che è iniziata in Sicilia.
“Non c'è nulla di eroico nell'operazione chiamata maldestramente "Vespri Siciliani". Stiamo registrando il sopruso di una piccola minoranza ai danni di tutti gli altri siciliani. Poche centinaia di persone che con arroganza occupano i binari, rischiando di essere investiti e mettendo a dura prova l'incolumità di tanti ferrovieri e passeggeri.
No non ci stiamo a questo vandalismo. – scrive il coordinatore Giacomo Fazio – Non ci stiamo a questa violenza tanto più grave perchè limitata alla Sicilia.
Un guerra sconsiderata, ma soprattutto anacronistica.
La pressione fiscale è aumentata per tutti nel Paese. Eppure noi pendolari la mattina presto ci alziamo ed andiamo a lavorare. Il costo dei carburanti è aumentato per tutti.
Anche per noi pendolari.
Un paese vittima di se stesso, degli interessi blindati, delle corporazioni. Ognuno a difendere il proprio orticello. Anche a danno degli altri.
La protesta è lecita. Ma bloccare la mobilità degli altri no!!!
Risparmiateci la guerriglia. Non ne vale la pena.
Mica abbiamo occupato i binari noi stasera, dopo che come al solito Trenitalia ci ha "lasciato" ben ben 3 ore illudendoci che un treno sarebbe partito a breve per Messina da Termini Imerese.
Solita disorganizzazione. Passeggeri sballottati da un binario ad un altro senza informazione.
Chiediamo ad RFI: quando riuscirete a sanare questa situazione? E' lecito che un treno transiti in una stazione senza avviso sonoro?
Perchè non si è fatto partire il Messina, attendendo un capotreno in arrivo con i pullman, ben sapendo che già sul treno c'erano altri capotreni
pronti ad intervenire?
Capiamo la difficoltà del momento. Il dover gestire una situazione di emergenza. Ma credo che questa cronica inefficienza di comunicazione ed operativa vada discussa quanto prima nelle sedi opportune”.
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