Ragusa: quando i lavori al femminile fanno storia Le Giornate Europee del Patrimonio, promosse nel lontano 1991 dal Consiglio d’Europa, nascono per favorire il dialogo e lo scambio culturale in ambito continentale. “Italia: tesoro d’Europa” è lo slogan scelto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per sottolineare l’importanza della nostra cultura, intesa come inestimabile risorsa che nei secoli è stata fonte di ispirazione per tutti i popoli europei. Queste Giornate offrono una serie di appuntamenti programmati in ogni regione allo scopo di coinvolgere, con ogni tipologia di evento, tutti i cittadini e per soddisfare tutte le esigenze favorendo la promozione e fruizione dei beni architettonici, archivistici e museali.
E’ sulla scia di tali iniziative che anche quest’anno l’Archivio di Stato di Ragusa, sotto l’egida della direttrice, Anna Maria Iozzia, coadiuvata dall’instancabile archivista Liliana Scribano, in sinergica cooperazione con l’Associazione culturale “L’Isola” di Scicli, ha intrapreso un viaggio documentario attraverso la promozione di una mostra avente per tema “Lavori al femminile: documenti, strumenti e manufatti”.
L’esposizione ha avuto come splendida location la struttura del Museo del Costume di Scicli, ulteriormente arricchita da documenti e materiali di specifica importanza storica e culturale. Il percorso espositivo, proponendo non poche testimonianze dell’attività lavorativa delle donne con particolare riferimento al settore artigianale, fornisce una interessante chiave di lettura per conoscere la storia delle donne nel territorio ibleo e comprendere la condizione femminile in epoche quando ancora lontana era la richiesta di pari opportunità.
L’iniziativa culturale ha registrato la presenza del sindaco Giovanni Venticinque e dell’assessore ai Beni ed Attività Culturali Vincenzo Giannone della città di Scicli, del parlamentare regionale Orazio Ragusa, nonché di Bartolo Ficili in rappresentanza della Provincia Regionale di Ragusa.
Momento clou della serata inaugurale è stata la proiezione di un documentario, dal titolo “'Racconti di donne”, facente parte di una sezione dell’esposizione. “Si tratta di esperienze di vita vissuta raccolte nel nostro territorio e che fanno non solo da supporto impalpabile all’impianto documentario” – ha spiegato Giovanni Portelli, presidente dell’associazione – “ma costituiscono frammenti di storie che, sebbene filtrate da un’intensa emotività, aiutano a ricomporre il quadro storico e culturale dell’area geografica a cui è fatto riferimento”. In questo contesto, l’oggetto esposto acquista un particolare significato e valore che va oltre la sua materialità. “E in questo ci aiuta anche il materiale archivistico – ha precisato la dott.ssa Iozzia – “che documenta la storia della società in cui la donna è vissuta”. Fanno parte integrante dell’esposizione anche fotografie d’epoca, riviste femminili e di moda, vari strumenti e, ovviamente, alcuni dei manufatti che hanno caratterizzato il tipico corredo delle donne e delle famiglie iblee.
La mostra, inaugurata il 26 settembre, sarà visitabile fino al 31 ottobre, presso il Museo del Costume, in Via F. Mormina Penna 65, a Scicli.
Giuseppe Nativo
29 / 09 / 2009
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