Ragusa: blitz di polizia e guardia di finanza, 68 arresti Sessantotto ordinanze di custodia cautelare sono state consegnate questa mattina dagli agenti della polizia di stato e dagli uomini della guardia di finanza di Ragusa nei confronti di altrettanti presunti componenti di due organizzazioni criminali. Secondo l’accusa queste organizzazioni gestivano il traffico di droga in tutto il comprensorio ragusano, con ramificazioni in diverse regioni italiane. Tutti gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina ed hashish.
Le ordinanze sono state firmate dal gip del tribunale di Catania, Laura Benanti, su richiesta del procuratore di Catania, Vincenzo D'Agata e del sostituto Fabio Scavone. L’operazione ha interessato, oltre Ragusa, anche le province di Milano, Palermo, Catania, Reggio Calabria, Caltanissetta, Salerno, Lecce, Siracusa, Varese, Vibo Valentia ed Enna.
L’indagine è stata avviata nel gennaio del 2004 e si è protratta fino a gennaio 2006, individuando così i presunti appartenenti alle due organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti, ciascuna caratterizzata da propri canali di approvvigionamento e proprie piste di spaccio. Le due bande sono collegate a gruppi rivali. Una delle due è diretta da Pasquale Castellino ed è riconducibile al clan della Stidda dei Dominante, mentre l’altra è guidata da Carmelo La Rocca, ex reggente della cosca Piscopo, legata a Cosa nostra di Gela. Le organizzazioni avrebbero stipulato una sorta di 'patto di non belligeranza' nel traffico di droga, tanto che ognuno aveva la 'piazza' di competenza dove spacciare. Entrambe le base avevano scelto come base operativa Vittoria, dove detenevano il monopolio della vendita di cocaina e hashish, ma aveva indipendenti canali di approvvigionamento. Le sostanze stupefacenti venivano acquistate in prevalenza nell'hinterland milanese e nella provincia di Reggio Calabria e trasportate in Sicilia con la complicità di insospettabili corrieri. Le bande, che avevano collegamenti in Colombia e in Germania, provvedevano poi a smerciare lo stupefacente avvalendosi di una fitta rete di pusher. Nove dei destinatari del provvedimento cautelare erano già detenuti perché arrestati in flagranza in precedenti fasi della stessa inchiesta perché trovati in possesso di ingenti quantitativi di droga.
16 / 10 / 2008
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