Processo Cuffaro: gli atti sono a Roma
Gli atti del processo che ha visto come imputato Salvatore Cuffaro, presidente della Sicilia, sono stati inviati al commissario dello Stato a Roma. Un atto dovuto, sottolineano il procuratore di Palermo, Francesco Messineo e il prefetto Alberto Di Pace. Già da oggi la decisione dei giudici che hanno condannato a cinque anni Cuffaro sarà negli uffici dei ministeri degli Affari regionali e degli Interni. L’eventuale sospensione di Cuffaro per diciotto mesi dalla carica di deputato regionale spetta alla Presidenza del Consiglio, in questo momento impegnata con la crisi del governo. Proprio per questo motivo, dunque, la decisione in merito alla vicenda si protrarrà per molti mesi.
Gli atti sono stati inviati al commissario dello Stato dallo stesso tribunale che ha pronunciato la condanna. Una mossa che taglia l testa al toro sull’interpretazione della sentenza, oggetto di controversie proposito del motivo della condanna. “Cuffaro è stato ritenuto colpevole di favoreggiamento senza l’aggravante di aver agevolato Cosa Nostra – aveva detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso – ma con l’”aggravante oggettiva” di aver favorito singoli mafiosi”. I difensori di Cuffaro dicono che le cose stanno diversamente.
La trasmissione del verbale da parte della terza sezione del tribunale di Palermo chiarisce il senso della sentenza. L’eventuale sospensione dalla carica di parlamentare regionale, secondo le norme vigenti, non è infatti prevista per il reato di favoreggiamento, ma solo quando il favoreggiamento è nei confronti di persone che rispondono di associazione mafiosa o di reati collegati oppure che siano state condannate sempre per questi motivi. Se Cuffaro fosse stato giudicato colpevole, dunque, di semplice favoreggiamento senza l’aggravante oggettiva, il collegio giudicante, presieduto da Vittorio Alcamo, non avrebbe potuto mandare gli atti al commissario dello Stato.
Secondo il docente di diritto amministrativo Salvatore Raimondi e il costituzionalista Giovanni Pitruzzella, però, Cuffaro è stato eletto dal popolo e il presidente eletto dal popolo non è soggetto alla sospensione dalla carica.
23 / 01 / 2008
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