Politica: Orlando presidente commissione vigilanza, è scontro fra maggioranza ed opposizione
Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, era stato designato da Italia dei Valori e dal Partito Democratico, per la presidenza della commissione parlamentare di vigilanza, ma è scontro sul suo nome. O meglio, è la maggioranza che gioca le sue carte: vuole che si allarghi all’amministrazione della Rai e vuole concordare i nomi dei componenti del consiglio di amministrazione. Secca la replica di Idv e Pd: la vigilanza Rai è sempre stata affidata ad un rappresentante dell’opposizione parlamentare. Proprio per questo, dicono dalle segreterie dei partiti, è evidente che debba proprio essere l’opposizione a nominare il suo rappresentante e non la maggioranza. In effetti questa non contesta, in apparenza, la nomina di Leoluca Orlando, ma fa mancare ogni volta il numero legale per procedere alla nomina del presidente della vigilanza.
E i dipietristi chiedono a gran voce un incontro urgente con i presidenti di Camera e Senato. Giorgio Merlo del Pd sottolinea l’irresponsabilità della destra, mentre l’altro democratico Roberto Cuillo dice che la maggioranza “ha perso la testa e paralizzato la Rai per l’ansia di impossessarsi delle poltrone”. E dall’altra parte dibatte il capogruppo del Pdl Gasparri: “manca l’intesa sui nomi: dicano loro chi vogliono, evitiamo di mettere inutilmente nomi sulla graticola”. In particolare, c’è in gioco la nomina, o la riconferma, del presidente della tv pubblica. Il candidato più gettonato sembrerebbe Claudio Petruccioli.
Fra i più indignati per la situazione, nemmeno a dirlo, sono quelli dell’Italia dei valori. I capigruppo Massimo Donadi e Felice Belisario dicono che “quanto sta accadendo in commissione di vigilanza è grave e inaccettabile, uno strappo senza precedenti ad ogni regola istituzionale”. Anche il radicale Marco Beltrandi chiede l’intervento di Fini e Schifani. Fabrizio Morri, del Pd, sottolinea come fosse uno scherzo di natura un ostruzionismo messo in opera dalla maggioranza. Difucioso l’esponente dell’Udc, Roberto Rao.
Oltre a Stefano Parisi come i dg, i primi organigrammi clandestini di viale Mazzini comprenderebbero tra i consiglieri i riconfermati Giovanna Bianche Clerici della Lega, Nino Rizzo Nervo del Pd e Angelo Maria Petroni. In più le new entry Rodolfo De Laurentis dell’Udc, Pietro Calabrese, scelto dal Pd, lo storico Piero Melograni, Guido Paglia e Alessio Gorla del Pdl.
In tutta questa bagarre politica c’è anche chi va per conto suo come Gianfranco Rotondi della Dca-Pdl che dichiara: “Su Orlando la stiamo facendo lunga, è persona perbene e un democristiano, ha esperienza istituzionale per cui può garantire tutte le posizioni politiche”.
27 / 06 / 2008
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