Politica: Cuffaro sospeso dal Governo per 18 mesi
Per diciotto mesi è sospeso dalla carica di presidente della Regione Sicilia e da quella di deputato all’assemblea regionale siciliana. A cinque giorni dalle dimissioni, Salvatore Cuffaro si è visto recapitare da Roma quel provvedimento che tanta parte avrebbe avuto (secondo le indiscrezioni) nella sua decisione di lasciare Palazzo d’Orleans. Il provvedimento è stato annunciato ieri proprio dal premier Romano Prodi. Una telefonata di qualche minuto nella quale il premier uscente ha comunicato a Cuffaro la firma del decreto di sospensione per 18 mesi. “Questa – ha dichiarato Cuffaro – è una provocazione politica poiché ho già lasciato spontaneamente la carica con le mie dimissioni. Sono esterrefatto e preoccupato per la grave violazione di legge oltre che per l’ennesima scelta operata ignorando le prerogative dello Statuto”. L’interpretazione di Cuffaro ha portato Leanza a convocare la giunta regione per attivare le procedure per il conflitto davanti alla corte costituzionale. Intanto il segretario dell’Udc, Saverio Romano, ha confermato che Cuffaro farà ricorso al Tribunale amministrativo.
Lo scontro istituzionale sembrerebbe certo. Da Palazzo Chigi fanno sapere che il provvedimento è stato un atto dovuto che, se non fosse stato preso da Prodi, si sarebbe verificata un’omissione. La presidenza del consiglio ricorda, infatti, che sia il ministero dell’interno che quello per gli affari regionali avevano dato parere favorevole per la sospensione. Le dimissioni di Cuffaro, dunque, non erano sufficienti ad interrompere un procedimento previsto dalla legge.
Critiche alla sospensione arrivano dall’Udc nazionale secondo cui Prodi sta calpestando la Costituzione con una decisione inaccettabile. Per il segretario Lorenzo Cesa “la sospensione è una violazione dello statuto”. Nell’Udc siciliana, invece, si guarda di più alla coincidenza di date. Lunedì, alla vigilia della decisione di Casini sul sostegno ad un eventuale governo tecnico, era rimbalzata da Palazzo Chigi la voce di un rallentamento della pratica. Rallentamento che si sarebbe trasformato in corsa all’indomani del no di Casini. Tesi condivisa da An: “Questa è la risposta di Prodi a Casini – dichiara Nino Lo Presti – un atto intimidatorio in uno stile che purtroppo qui in Sicilia conosciamo benissimo”.
Ma c’è anche chi approva l’operato di Prodi come Leoluca Orlando, secondo cui il provvedimento “è un atto dovuto, che si poteva evitare se l’arroganza del centrodestra non avesse portato la ricandidatura di Cuffaro nel 2006”. Secondo l’onorevole, infatti, tutto il sistema politico dovrebbe cambiare e nessun partito dovrebbe candidare qualcuno che ha problemi con la giustizia o che risulti indagato. Per Orazio Licando dei Comunisti italiani”Prodi ha fatto ciò che prevede la legge, è su questo che si differenzia da Berlusconi”.
In ogni caso – spiega Salvatore Raimondi, professore di diritto amministrativo alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo – la sospensione non impedisce a Cuffaro l’eventuale elezione alla Camera o al Senato, perché la condanna dell’ex governatore non rientra fra quelle che provocano l’ineleggibilità secondo le norme in vigore. In pratica una legge impedisce la permanenza nell’assemblea regionale e un’altra consente l’approdo al Senato.
31 / 01 / 2008