Il governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, si è dimesso oggi nel corso dell’assemblea regional siciliana. La notizia è stata data ai parlamentari dell’isola da Miccichè, il presidente dell’Ars, durante la seduta che si stava svolgendo per l’esame della finanziaria. Cuffaro aveva annunciato già ieri sera il suo intervento di questa mattina per comunicazioni urgenti. Cuffaro ha così annunciato in aula le sue dimissioni irrevocabili. Le dimissioni giungono dopo le ondate di polemiche legate alla condanna a cinque anni di carcere per favoreggiamento semplice. Pena inflitta al presidente della Regione il 18 gennaio scorso dai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo. “Preferisco la via dell’umiltà – ha dichiarato Cuffaro -. Ho vissuto anni di intensa sofferenza”. Una decisione, questa, che ha accontentato numerosissimi politici e siciliani.
Oltre ai numerosi parlamentari siciliani e a singoli cittadini, infatti, sono concordi con la sospensione del governatore anche gli uffici legislativi dei ministeri di Affari regionali, Interni e Palazzo Chigi. I legali, al termine del primo “giro” di confronto, hanno giudicato sufficienti gli elementi contenuti nella sentenza di condanna per decidere la sospensione di Cuffaro da consigliere regionale e quindi da presidente della Regione. Per la stesura del parere definitivo si attenderebbe, ora, un ulteriore confronto.
“Mio fratello è molto sereno adesso – ha dichiarato Silvio Cuffaro, fratello di Totò – e adesso potrà occuparsi della sua famiglia”. A seguito delle dimissioni di Cuffaro, la legge prevede che in caso di dimissioni del presidente della Regione l’Ars venga sciolto e che si proceda a nuove elezioni per i 90 componenti del parlamento regionale.
Soddisfatti per le dimissioni di Cuffaro i parlamentari del centro sinistra che nei giorni scorsi avevano presentato al parlamento regionale una mozione di sfiducia (che poi non era passata) e organizzato diverse manifestazioni di protesta. “"Le indagini giudiziarie hanno accertato che già le elezioni regionali del 2001 furono drogate dalla pesante influenza della mafia e nel 2006 era chiaro a tutti che la candidatura di Cuffaro avrebbe avuto un solo sbocco: l'agonia delle Istituzioni regionali e l'ennesima figuraccia per la Sicilia sul piano nazionale ed internazionale. L'arroganza del centrodestra e di Cuffaro scelsero invece l'imposizione, che oggi si abbatte come una mannaia sull'Assemblea Regionale Siciliana, portando forse al primo scioglimento anticipato della storia.”. Si legge così in un comunicato stampa di Leoluca Orlando.
Il parlamentare siciliano, però, ribadisce che le dimissioni Cuffaro le avrebbe dovute rassegnare venerdì scorso come atto di rispetto verso le istituzioni e i siciliani. “Spiace che lo abbia fatto non per senso di responsabilità ma solo per sfuggire alla gogna di una “cacciata” dal Palazzo ad opera della società civile e di un provvedimento del Governo nazionale che era ormai pronto per la firma. Invece – continua Orlando - ha voluto mostrare ancora una volta – si legge in un comunicato - la faccia arrogante di chi non conosce etica politica e quella volgare di chi festeggia a cannoli le condanne giudiziarie”.
Alle dichiarazioni di Leoluca Orlando si uniscono quelle del senatore Fabio Giambrone, commissario di Italia dei Valori in Sicilia. “Cuffaro è stato finalmente cacciato da quel Palazzo che ha indegnamente occupato per troppo tempo; è stato cacciato perché non ha avuto la sensibilità personale di farsi da parte da solo e perché il suo comportamento ha suscitato un moto di sdegno nei siciliani, insieme ad una ovvia e dovuta iniziativa di tutela della legalità da parte del Governo nazionale."
“Di fronte a questo gesto di sensibilità istituzionale non possiamo che esprimere la nostra solidarietà umana a Salvatore Cuffaro". Lo ha dichiarato Maurizio Ballistreri, deputato socialista e capogruppo di Uniti per la Sicilia all’Ars. Adesso il centro sinistra, continua il deputato, deve interrogarsi come preparare una vera alternativa di governo credibile e possibile da realizzare per rilanciare lo sviluppo sociale ed economico della Sicilia.
"Questa alternativa - ha dichiarato Ballistreri – non può che basarsi su quei valori e quei contenuti che hanno caratterizzato l'esperienza della candidatura di Rita Borsellino. Credo che da quella di debba ripartire."Dello stesso parere l’onorevole Salvatore Sanzeri, segretario regionale dello Sdi costituente socialista. “"Le dimissioni di Cuffaro sono utili per la Sicilia - dichiara a caldo Sanzeri – adesso bisognerà ripartire da chi ha rappresentato e rappresenta la vera alternativa a questi travagliati anni di governo del centrodestra, vale a dire Rita Borsellino".