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Patti: processo a 7 imprenditori per aumento di capitale fittizio

Con l'accusa di bancarotta fraudolenta, il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Patti, Anna Imparato, ha rinviato a giudizio sette persone che svolgevano, all'epoca dei fatti, attività imprenditoriali tra Gioiosa Marea, Piraino e Brolo. Si tratta dei fratelli Basilio e Antonino Germà, Vincenzo Caruso Milio, Cono Di Luca Lutupitto, Francesco Molica, Vincenzino Spiccia e Rosaria Ricciardello.

La prima udienza è stata fissata per il 4 luglio prossimo. I fatti contestati si riferiscono a un periodo compreso tra il 1991 e il 1996. Molica, Caruso Milio, Ricciardello e Spiccia, nella qualità di amministratori unici ( in diversi periodi) della società "Venere costruzioni", poi denominata "Gedim costruzioni", dichiarate fallite dal tribune il 12 febbraio 1996, avrebbero effettuato un generico aumento di capitale, secondo l'accusa fittizio, da venti milioni di lire a 99 milioni di lire, in concorso morale e materiale con Germanà e Di Luca Lutupitto quali amministratori di fatto della stessa società. TUtto per procurarsi un ingiusto profitto e creare pregiudizio ai creditori. Avrebbero infatti predisposto le scritture contabili della società in modo da non rendere possibile la ricostruzione degli affari e del patrimonio, con l'aggravante di aver provocato un danno patrimoniale di rilevante gravità e di aver commesso il fatto in concorso.

L'accusa contesta anche, a ciascuno nella rispettiva qualità ricoperta nell'attività, di aver distratto, occultato, dissimulato e dissipato in tutto o in parte i beni societari e, al fine di recare pregiudizio ai creditori, avrebbero esposto passività inesistenti e omesso di versare i contributi all'Inps, all'Inail e all'Erario. Sempre secondo l'accusa, sarebbero state distratte disponibilità finanziarie con uscite di banca non giustificate in favore di terzi soggetti estranei all'attività commerciale dell'azienda, tramite il versamento di somme con assegni propri o di terzi di comodo e non sarebbero stati fatturati molti dei lavori eseguiti stimabili in novecento milioni delle vecchie lire.

20 / 04 / 2008


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