Patti (Me): mostra sulla regina Adelasia
Resterà aperta fino al 20 agosto prossimo dalle 9 alle 13, la mostra "Adelasia, una regina tra storia e leggenda. La bolla di Ruggero e le pergamene di Adelasia in mostra", organizzata dall’Assessore ai BB.CC.AA. Pasquale Nastasi presso il Museo Diocesano che ha sede nei locali del Palazzo vescovile di Patti. La mostra è il primo atto di una serie d’iniziative dedicate alla regina Adelasia moglie di Ruggero I e madre di Ruggero II e sepolta nella cappella di Santa Febronia nella Cattedrale di Patti.
“Ella aveva con sé due tiremi, su ognuno dei quali erano imbarcati cinquecento guerrieri e sette navi cariche di oro, argento, di porpora e di grandi quantità di pietre preziose e vesti magnifiche, per non parlare d’armi, corazze, spade, elmi, scudi fiammeggianti d’oro e tutti gli altri equipaggiamenti guerreschi simili a quelli impiegati dai principi più potenti per i servizi di difesa delle loro navi.
Il vascello sul quale la gran dama aveva eletto di viaggiare era ornato da un albero maestro ricoperto con lamine d’oro purissimo che sfolgorava da lontano alla luce del sole; la prua e la poppa di questo vascello, similmente ricoperte d’oro e lavorate da artigiani abilissimi, erano meravigliose a vedersi. Su una delle sette navi si trovava una compagnia di arcieri saraceni, uomini robusti che indossavano magnifiche vesti di gran prezzo, tutti destinati in regalo al re. Tali uomini non avevano rivali in tutte le terre di Gerusalemme”.
Così lo storico Alberto d’Aix descrive l’arrivo della Contessa Adelaide nel porto di Acri in Oriente. Vi giungeva per sposare Baldovino, re di Gerusalemme. “A Rigina”. Così intendono Adelaide o Adelasia i Pattesi, perché nella Cattedrale di Patti riposano le spoglie di Adelaide di Monferrato, terza moglie di Ruggero I° e reggente del Regno sino alla maggiore età del figlio Ruggero II°, primo Re di Sicilia. Discendente dal ceppo feudale degli Alemarici, venne al sud dell’Italia in sposa a Ruggero. Bella, altera, nei pochi anni di convivenza con il Gran Conte, gli diede finalmente il primogenito e poi il futuro Re Ruggero II. Riuscì a temprare il proprio carattere tanto da trarne insegnamento “nelle questioni amministrative”. Alla morte del marito divenne reggente di un vasto regno che comprendeva Sicilia e Calabria.
Si circondò di funzionari capacissimi e di buona cultura, capaci di parlare e scrivere in greco, in latino ed in arabo. Una reggenza oculata, quella di Adelasia, nell’ottica della preparazione al trono dei figli Simone, il primogenito premorto e poi di Ruggero, destinato a diventare il potente e saggio primo Re di Sicilia.
Nel 1112, raggiunta la maggiore età il figlio Ruggero, Adelasia accettava di sposare Baldovino di Fiandra, Re di Gerusalemme, a patto che la corona di quest’ultimo, in mancanza di figli passasse a Ruggero II°. E qui scopriamo una Adelasia più donna, più umile, perché va incontro ad un triste destino. Lasciata la Sicilia sbarca in oriente e sposa, in una cornice sfarzosa e di entusiasmo, Baldovino.
Ma poi si scopre che Baldovino era già sposato e le feroci dispute delle Chiese locali, imposero al Re di disfarsi di Adelasia.
Spogliata delle ricchezze che aveva portato con sé, Adelasia imbocca la triste strada del ritorno e sceglie di vivere nel monastero di Patti laddove muore a sioli 50 anni, il 16 aprile 1118. Poca storiografia, incentrata a seguire le vicende del Regno già improntato della grandezza di Ruggero II°, la donna Adelasia resta un mistero tuttavia racchiuso in quel sarcofago di marmo che ne contiene i resti nella Cattedrale di Patti e per i pattesi solo l'orgoglio di essere i custodi eterni della loro “Rigina”.
07 / 08 / 2008
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