Palermo: sgominata banda di ladri d’appartamento
Non erano ladri di appartamento qualsiasi. Avevano messo su una organizzazione che funzionava perfettamente. Adocchiavano qualcuno, gli scassinavano la macchina per rubare le chiavi di casa e successivamente ne facevano un duplicato. Con accertamenti anagrafici riuscivano a risalire all’identità e alla residenza del proprietario e, al momento opportuno, entravano in azione grazie alle chiavi false. Infine, la refurtiva veniva venduta ad un fidato ricettatore.
In cella sono nfiniti Salvatore Claiò, 69 anni, il capo della banda. Lui è stato l’autore della confessione che ha il sapore di una scena da film: “Sono stanco, è da una vita che rubo…”. Seguono Antonino Corona, 44 anni, lui avrebbe avuto il compito di aprire le autovetture in sosta e svaligiare gli appartamenti insieme ad Andrea MAzzara, 37 anni e Francesco Paolo Calaiò, 35 anni, figlio di Salvatore. Il quinto personaggio coinvolto è Francesco Flandina, 57 anni, considerato il ricettatore della banda. Per lui niente arresto, solo l’obbligo della presentazione alla polizia giudiziaria. Sono indagati a piede libero, invece, altre due donne e un parente degli arrestati. L’operazione, denominata “i soliti ignoti”, dal titolo della celebre commedia all’italiana che racconta le gesta di una gang di ladri un po’ sgangherata, non certo come quella di Palermo che è stata certamente molto più efficiente.
02 / 07 / 2008
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