Palermo: rischia condanna per estorsione datore di lavoro che sottopaga i dipendenti Facevano firmare ai loro dipendenti delle buste paga che non corrispondevano al compenso effettivamente percepito dall’azienda. Per questo rischiano di essere condannati per estorsione, marito e moglie di Sciacca nel palermitano. Ad affermarlo è la sentenza n. 28682 della seconda sezione penale della cassazione, nell’esame del caso dei due proprietari di un supermercato che costringevano i loro lavoratori ad accettare uno stipendio inferiore a quello ufficialmente dichiarato nelle buste paga.
La corte di Cassazione ha ora confermato il divieto di dimora nel comune di Sciacca per la donna, già disposto dal tribunale della libertà di Palermo, sottolineando che '' nel caso in cui un datore di lavoro realizzi una serie di comportamenti estorsivi nei confronti dei propri lavoratori dipendenti, costringendoli ad accettare trattamenti retributivi deteriori e non corrispondenti alle prestazioni effettuate e in genere in condizioni di lavoro contrarie alla legge e ai contratti collettivi, approfittando della situazione di mercato in cui la domanda di lavoro e' di gran lunga superiore all'offerta, e quindi ponendo i dipendenti in una situazione di condizionamento morale, in cui ribellarsi alle condizioni vessatorie equivale a perdere il posto di lavoro e' configurabile il delitto di estorsione''.
12 / 07 / 2008
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