Palermo: punti nascita, passa la proposta di Laccoto In Sicilia si continua a parlare della riforma della sanità che prevede la scomparsa di diversi punti nascita. Giuseppe Laccoto del Pd, presidente della commissione regionale sanità ha convocato una riunione per discutere anche del recente piano di riordino dei punti nascita alla luce del malcontento suscitato in alcuni dei comuni dove il presidio è destinato alla chiusura. L’assessore Massimo Russo ha spiegato le ragioni a monte delle decisioni prese con il supporto di esperti quali i professori Giuseppe Ettore e Paolo Scollo della società italiana di ginecologia. Gli esperti hanno illustrato dati e criteri seguiti e la necessità di una rete di assistenza per garantire meglio le puerpere, quindi privilegiando la sicurezza di ogni intervento e la qualità delle prestazioni. In centri dove avvengono almeno 500 parti all’anno ci sono esperienze e professionalità che non si possono comparare con altri centri che presentano numeri minimi. A conclusione di questo primo incontro che ha dato a tutti la possibilità di esprimere il proprio punto di vista (hanno parlato 20 deputati regionali), Laccoto ha chiesto e ottenuto la sospensione per un mese del decreto assessoriale, data soprattutto la delicatezza del tema trattato. In alcuni centri, come alle Eolie e in particolare Lipari e Pantelleria, così come a Petralia Sottana e Cefalù nel palermitano, la commissione ha ritenuto di dover convocare un nuovo incontro esteso alla partecipazione dei sindaci dei territori interessati oltre che agli esponenti della società di ginecologia. L’obiettivo è di giungere ad una revisione dei criteri delle deroghe e fare in modo che dove è previsto l’accorpamento dei punti nascita si realizzi un tutt’uno con la guardia ostetriche che dovrà essere operativa 24 ore su 24.
In aula è intervenuto anche il deputato regionale del Pdl in commissione sanità all’Ars, Roberto Corona che ha dichiarato “Sostengo che la politica deve avere capacità di ascolto e di proposta per soddisfare i reali bisogni della popolazione e del territorio. Pertanto – prosegue il parlamentare – rimandando di 30 giorni la pubblicazione del decreto dell’assessore Russo sulla razionalizzazione dei punti nascita in Sicilia, sottolineiamo la necessità di allargare le deroghe agli ospedali che sono sotto le 500 nascite annue”.
Corona per Messina, in particolare, chiede che vengano confermati i punti nascita del Policlinico, del Papardo e dell’ospedale Piemonte. PEr quanto riguarda la protesta della provincia messinese, Corona dichiara di fare sua la protesta dei sindaci, oltre che di Milazzo, anche di Patti, Sant’Agata di Militello e Taormina. “Affermo che non bisogna tagliare quelli di Lipari e di Mistretta – conclude Corona”.
Sicuramente la questione sul taglio e accorpamento dei punti nascita in Sicilia, non è risolta.
Maria Chiara Ferraù
06 / 10 / 2011
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