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Palermo: processo all’americana


Per la prima volta nella storia dei processi contro il racket del pizzo, si è celebrato a Palermo un processo in stile americano. Separati da un vetro schermato ieri nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, vittime e taglieggiatori si sono “affrontati” nel riconoscimento, detto all’american. Per anni i commercianti sono stati costretti a subire i soprusi degli estorsori mafiosi. Adesso li hanno riconosciuti dietro un vetro scuro. Erano cinque degli esattori del clan Lo Piccolo. A chiedere il confronto all’americana sono stati i pubblici ministeri della procura di Palermo che hanno così aggiunto un importante pezzo del puzzle delle estorsioni palermitane. Tutte le vittime hanno confermato quanto dichiarato agli investigatori anche al gip Maria Pino. Non hanno esitato nemmeno quando si sono trovati davanti due persone somiglianti come due gocce d’acqua. Si tratta di Filippo Mangione e Domenico Caviglia, ritenuti due fedelissimi dei capimafia di San Lorenzo. Loro avevano richiesto che gli fossero messi accanto anche i fratelli. I commercianti,però, non hanno avuto dubbi e hanno puntato il dito proprio contro gli indagati.

"E' stato un momento storico", ha commentato il legale della Camera di Commercio di Palermo, Fabio Lanfranca, che ha dato assistenza legale ad alcune delle persone offese, mentre la Confcommercio ha ribadito l'intenzione di costituirsi parte civile. Più cauto, invece, il commento di Tano Grasso, ex presidente onorario della Federazione Italiana Antiracket, da anni impegnato nella lotta all'estorsione. "Siamo solo all'inizio del cammino. - ha commentato Grasso - Certamente, tutti coloro che oggi hanno riconosciuto gli esattori dei clan, fino a poco tempo fa, avrebbero negato le richieste di pizzo e sarebbero stati indagati per favoreggiamento. Una rottura rispetto al passato c'é stata, ma l'auspicabile risultato delle denunce di massa deve ancora arrivare". L'appuntamento con i faccia a faccia, comunque, non si è concluso. Tra il 10 e il 12 luglio, sul banco dei testimoni, saliranno altri 13 commercianti per un nuovo confronto che dovrebbe chiudere definitivamente i conti tra le vittime del racket e i loro aguzzini.

08 / 07 / 2008



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