Palermo: privè sotto indagine
Due club privèe di Cinisi e Altavilla Milicia, nel palermitano, sono finiti sotto inchiesta della procura di Palermo. Qui, infatti, sono stati scoperti “vizietti” da consumare nel corso di una serata soltanto per divertirsi e giocare. Nei club c’era il “negretto”, così lo chiamavano i frequentatori del locale che lo guardavano mentre si spogliava e improvvisava balletti hard e anche la ragazza di provincia che si concedeva a coppie per alcuni minuti di sesso estremo.
Sotto inchiesta sono finite undici persone tra gestori, intermediari e procacciatori di clienti. Tra loro anche Matteo Scurato, 60 anni e la moglie Santa Celestino, 51 anni. La donna, d’accordo con il coniuge, si prostituiva per i clienti. Le accuse sono di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Per loro sono stati già richiesti i rinvii a giudizio.
A concedersi ai clienti dei club privèe sarebbero stati diversi giovani in cerca di facili guadagni che si sarebbero concessi prima in una casa chiusa di Palermo e poi nei due locali: il “Rauschenberg” di Cinisi e “Il giardino della pantera” di Altavilla Milicia. I due club avevano persino creato due siti internet dove si invitavano esplicitamente le persone agli scambi di coppia, a frequentare la sala idro gay e quella video hard.
L’indagine è scaturita da un episodio di usura addebitato a Scurato, impiegato di un’azienda di pulizie. I poliziotti del commissariato di San Lorenzo hanno accertato il tasso di usura al 30%. Però, nel corso dell’indagine è emersa anche l’esistenza di una casa chiusa. In diverse intercettazioni i poliziotti hanno sentito parlare di “sistemare qualcuno per la sera” oppure di un “contributo per la festa”. Poi sono anche apparsi degli annunci sui giornali e per gli investigatori è stato semplice risalire alla piccola casa dove si svolgevano gli incontro con la moglie di Scurato e altre ragazze.
Le ragazze che “lavoravano” per Scurato sono state interrogate dai poliziotti. La prima a cedere è stata Maria (nome fittizio) che ha dichiarato di aver conosciuto i coniugi Scurato che le hanno chiesto di lavorare per loro. La sua era una paga forfettaria: per un pomeriggio di “lavoro” guadagnava 100 euro. Le ragazze hanno dichiarato anche che il giro era buono perchè a frequentare i privèe c’erano anche i politici e gente di una certa levatura sociale.
Per entrare nei due club si pagava e gli incontri solitamente avvenivano di mattina e molti spettacoli erano soprattutto con e per gay. Ma non mancavano feste trasgressive con scambi di coppia e spogliarelli. “Era un modo come un altro per divertirsi, giocare, trasgredire – ha dichiarato qualche cliente dei club – in fondo si poteva anche solo guardare, che c’è di male?”Il punto sta forse in questa ultima frase. Ormai la società moderna crede che tutto sia consentito e che nulla sia sconveniente o immorale. Purtroppo però c’è qualcuno che pensa che scambi di coppia, orge e quant’altro siano quanto più di normale possa esistere.
08 / 08 / 2008
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