Palermo: premio ai ragazzi di “Addio pizzo” Il premio Archimede quest’anno è stato assegnato ai ragazzi di Addio pizzo e al pittore Pietro Guccione. La commissione, costituita da Adelfio Cardinale, Giuseppe Verde e Giovanni Pitruzzella, li ha ritenuti meritevoli del riconoscimento riservato ai siciliani che si sono particolarmente distinti nei più svariati campi dell’impegno sociale e civile.
Nell’ambito della cerimonia di consegna, sono state consegnate anche le medaglie d’oro al valor civile, istituite dalla Regione. Il premio Archimede ammonta a cinquanta mila euro ed è stato ritirato, per il pittore Guccione, dal professore Paolo Nifosì che ha comunicato la volontà del pittore di devolvere la somma all’associazione Don Pino Puglisi di Modica.
Piero Guccione “è riconosciuto – si legge nella motivazione – come il più grande pittore italiano oggi vivente” e risulta testimone “della grande tradizione artistico-culturale della nostra isola”
A nome di Addio Pizzo il premio è stato ritirato da Rossella Chiari che ha chiesto al presidente Lombardo di farsi promotore della costituzione di un osservatorio per monitorare costantemente lo stato delle leggi di settore esistenti.
Nella motivazione viene sottolineato “l’impegno profuso in campo etico, civile e sociale nella lotta al racket, avviando coerenti ed incisive azioni, volte alla crescita della coscienza collettiva, con particolare riguardo alle nuove generazioni e promuovendo un’immagine alta della Sicilia in campo nazionale e internazionale”.
“Sono particolarmente contento di consegnare questi premi – ha detto Lombardo – perché sono il riconoscimento del valore che due significativi settori della nostra società civile, quello dell'arte e quello della lotta al racket, hanno saputo esprimere. Grazie anche a questi ragazzi si consolida fra tutti i siciliani la consapevolezza che si può battere la mafia. Questa è la Sicilia che vogliamo far conoscere e sostenere”.
Le Medaglie d'oro al valor civile, sono state attribuite a quattro siciliani che hanno compiuto atti di particolare eroismo e generosità. Le medaglie sono andate a Carmine Brienza che, nell'aprile del 1987, quando era maresciallo degli agenti di custodia della Casa Circondariale di Caltagirone (CT), soccorse alcuni inquilini di una casa che, a causa di un incendio, era stata invasa dal fumo, ponendo così in salvo quattro persone, tra cui una bambina di 5 anni, prima dell'arrivo dei vigili del fuoco; Salvatore Nestre, ispettore superiore S.U.P.S. della Polizia di Stato che nel maggio del 2000, a Pietraperzia (EN), trasse in salvo due anziani che, per lo choc, erano rimasti intrappolati nella loro abitazione in cui si era sviluppato un incendio; Salvatore Marrazzo, assistente Capo della Polizia di Stato che il 1 agosto di quest'anno evitò lo scoppio di un incendio, chiudendo per tempo il regolatore di una bombola di gas che si trovava in un bar e dalla quale usciva una grossa fiammata, non prima di aver fatto evacuare l'esercizio commerciale; Rosario Di Giovanni, assistente Capo della Polizia di Stato che nel settembre del 2003 in una via di Messina intervenne, mentre era libero dal servizio, per salvare un adolescente dal pestaggio da parte di alcuni teppisti, riportando anche gravi lesioni.
17 / 12 / 2008
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