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Palermo: piccoli geni crescono


Sono giovani ricercatori universitari dell’ateneo palermitano. E hanno inventato cose strane, interessanti, utili. Stiamo parlando delle ultime fantastiche scoperte di studi che sfiorano la fantascienza. Dal “dente intelligente”, un nuovo dispositivo orale di rilascio progressivo dei farmaci, alla “spugna” in grado di rimarginare le ferite. Poi ancora il “naso elettronco”, sofisticato congegno progettato per testare la qualità dell’olio, a “Lisa”, laboratorio galleggiante ultratecnologico in grado di studiare, in tempo reale, gli effetti su laghi, fiumi e mari, dell’inquinamento da idrocarburi. Sembrano scoperte davvero strane.
Ma qui a Palermo, nonostante si sia costretti a fare i conti con i tagli ai fondi destinati alla ricerca, in un contesto non certo roseo dove l’apporto del capitale privato è assente, le eccellenze non sono l’eccezione. Ad esempio, Fabrizio Lillo, 38 anni, docente di fisica alla facoltà di ingegneria è stato il primo italiano a ricevere il premio 2008 “Young scientist Award for Socio and Econophysics”,in Germania. Un esempio di fuga di cervelli al contrario. Lillo per due anni ha collaborato con il Santa Fe Institute, ma nel 2004, dopo avere vinto il concorso da ricercatore, è ritornato nella sua città siciliana. In uno studio, pubblicato su “Nature”, ha dimostrato che i crashes finanziari hanno lo stesso andamento dei terremoti: una grande scossa e una serie di movimenti di assestamento. Ma Lillo è anche un ricercatore che vive sulla propria pelle il peso dei tagli ai fondi. Senza soldi non si potranno comprare nuovi materiali, formare i giovani, creare delle borse di studio. Insomma, non si potranno più avere tante scoperte scientifiche.
Fra le eccellenze dell’ateneo siciliano anche l’equipe della professoressa Carla Giordano, responsabile del laboratorio di endocrinologia molecolare e autrice di uno studio sui tumori che individua nelle cellule staminali le responsabili di alcune forme aggressive del carcinoma anaplastico della tiroide. Il lavoro, pubblicato sulla rivista PLoS ONE, apre nuove scenari per il trattamento, non solo della forma cancerosa specifica, ma anche delle neoplasie considerate incurabili.
E dal capoluogo siciliano si alza anche il grande pallone aerostatico che controlla i possibili cambiamenti dello stato di salute delle palme siciliane, attaccate dal temibile punteruolo rosso. Fissato a terra, è collegato a un computer e due sensori: una camera termica e una camera multispettrale, in grado di percepire l'energia solare nei diversi colori riflessa dalle palme. L'idea è del dipartimento di Ingegneria idraulica dell'Ateneo che spera così di giungere ad una diagnosi precoce per salvare dalla distruzione le piante attaccate dal terribile coleottero, e vede al lavoro entomologi, agronomi e ingegneri. Successi, quelli dei ricercatori palermitani, notati anche a livello internazionale visto che il gradimento all'estero dell'ateneo siciliano è in ascesa. In due recenti classifiche stilate dall'Institute of Higher Education della Shangai Jiao Tong University e dallo Spanish Research Council, l'università di Palermo ha "scavalcato", per la prima volta, la Cà Foscari di Venezia, la Cattolica, il Politecnico di Torino e atenei storici come Perugia e Pavia. Felice del "gradimento" il neo rettore Roberto Lagalla costretto, però, a far quadrare i conti dopo l'esaurimento dei cosiddetti avanzi di bilancio degli anni precedenti: 100 milioni di euro messi da parte negli anni e utilizzati in periodo di austerity per la ricerca che ora non ci sono più.
E intanto, cresce anche la stima internazionale nei confronti dell’università di Palermo. In due recenti classifiche stilate dall’Institute of Higher Education della Shangai Jiao Tong Università e dallo Spanish Research Council, l’università di Palermo si attesta rspettivamente al dodicesimo e sedicesimo posto nella hit degli atenei italiani, superando, per la prima volta, l’università Cà Foscari di Venezia, la Cattolica, il Politecnico di Torino e università storiche come quelle di Pavia e Perugia.
Davvero un bel primato.

Le graduatorie sono state realizzate tenendo in considerazione diversi indicatori di qualità come il numero di riconoscimenti internazionali ottenuti e il numero delle pubblicazioni in prestigiose riviste come Nature o Science. Il neo rettore dell’ateneo palermitano, Roberto Lagalla, è soddisfatto delle eccellenze palermitane. "Abbiamo - dice - gruppi di ricercatori di grandissimo spessore nel campo biomedico, biologico, delle nanotecnologie, della tecnologia informatica, ma anche nel settore umanistico".

07 / 11 / 2008



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