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Palermo: Marco Maiorana, figlio dell’imprenditore scomparso il 3 agosto con il figlio maggiore, si suicida

Sembra proprio non avere fine la tragedia che è piombata sulla famiglia Maiorana lo scorso tre agosto quando l’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e il figlio maggiore Stefano,23 anni, sono scomparsi nel nulla. I due non avevano lasciato alcuna traccia e si era pensato di tutto. Poi, a dicembre del 2008 sarebbero stati avvistati a riconosciuti a Barcelona da due turisti italiani che avevano visto la trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” e guardato le foto di padre e figlio diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri positivi degli investigatori italiani che si sono recati in Spagna. Poi non si è saputo più nulla. Dei due uomini palermitani si sono perse nuovamente le tracce.
Forse è stata tutta questa difficile situazione che ha portato Marco Maiorana, il figlio minore dell’imprenditore siciliano, a togliersi la vita questo pomeriggio. Marco Maiorana era ritornato da pochi giorni nell’appartamento di via Arimondi dove si è suicidato questa sera. In quella casa aveva convissuto con il fratello Stefano fino al giorno della scomparsa. Poi si era trasferito a casa della madre. Quando oggi è tornato a casa ha salutato i nonni e si è gettato dal balcone al settimo piano. Aveva soltanto 22 anni e il suo corpo è finito nel cortile all’interno di un commissariato di polizia. In stato di choc la madre che è rimasta a lungo seduta dentro un’auto.
Secondo le prime testimonianze Marco voleva tornare a vivere nell’appartamento che aveva condiviso con il fratello. Dopo aver preso due zaini con qualche vestito era andato in via Arimondi. La mamma, Rossella Accardo, non era tranquilla e per questo aveva chiesto ai nonni di tenerlo d’occhio. Ma non è bastato. Marco frequentava il secondo anno di Giurisprudenza e aveva superato cinque esami. Poi la storia del padre e del fratello e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcelona dove erano stati visti in discoteca a spendere soldi con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi.
Di sicuro queste due vicende hanno solcato la famiglia Maiorana e hanno gettato nel baratro l’animo di una donna: la madre di Marco e moglie dell’imprenditore. Sicuramente dietro il gesto del giovane Marco la perdite di due fra le persone più care, credute inizialmente vittime della lupara bianca. Poi l’identificazione in Spagna e la speranza di rivederli che è nuovamente andata in fumo. Il ragazzo sicuramente si sarà chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed aver vissuto con un’altra donna, lo abbia abbandonato e, forse, preferito al fratello maggiore che ha portato con sé. Magari si è sentito tradito da chi più amava. Tradito perché il padre e l’adorato fratello avevano deciso di “morire” per lui e la madre. Naturalmente queste sono solo delle ipotesi, mentre gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore di vita del ragazzo e stanno setacciando i suoi effetti personali e il suo computer per scoprire qualcosa. L’unica cosa certa dell’intera vicenda è che il ragazzo si è tolto la vita e che non ha lasciato nemmeno un biglietto d’addio.
Quanto, invece, in entrambe le storie (la scomparsa di padre e figlio e il suicidio del giovane Maiorana) c’entrano i rapporti dell’imprenditore con alcune famiglie mafiose? Si è parlato di una cattiva azione che Maiorana avrebbe fatto nei confronti di un boss, oppure di un patto che non era stato rispettato. Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste vicende? Se questo verrebbe dimostrato ci troveremmo di fronte ad un secondo suicidio collegabile a Cosa nostra. Soltanto due settimane fa il boss Tanino Lo Presti si è tolto la vita con la cintura dei suoi pantaloni in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura. Tanino Lo Presti era un uomo dal carattere forte e aveva già trascorso molto tempo fra le quattro fredde mura di una cella. Dunque il suo suicidio ha qualcosa di misterioso. Proprio come la morte di Marco che resta ancora un mistero. Almeno fino a quando non si scopriranno i motivi che lo hanno portato a compiere il gesto estremo. Le indagini sul suicidio del giovane Maiorana sono condotte dai sostituti procuratori Francesco Del Bene e Gaetano Paci.
Chiara Ferraù


07 / 01 / 2009




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