Palermo: Marcelletti ammette gli sms con la tredicenne
Ha confessato tutto ciò che non poteva tacere Carlo Marcelletti, il cardiochirurgo infantile all’ospedale civico di Palermo. Il professore ha ammesso anche lo scambio di sms erotici con una tredicenne. Per il superprimario di cardiochirurgia dalle mani fatate il giorno dell’interrogatorio, probabilmente, è stato il più lungo e terribile della sua vita. Quattro ore di interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, Pasqua Seminara, nel quale Marcelletti ha ammesso di aver commesso delle “cavolate”, come lui stesso le ha chiamate. Per la legge il primario dovrà rispondere di detenzione di materiale pedo-pornografico, concussione, peculato e truffa. Marcelletti, nel corso dell’interrogatorio, ha raccontato del suo scambio di sms e fotografie con la tredicenne. Si è trattato solo di messaggi e di alcune foto a contenuto erotico che sono state subito cancellate dall’uomo. Non ci sono state storie di violenza sessuale poiché i due non si sono mai incontrati. Il rapporto virtuale fatto di sms e videomessaggi si è concluso nel giro di una settimana. Marcelletti conosceva bene la madre della ragazzine con la quale aveva avuto una relazione. I messaggi a Marcelletti sono arrivati dal cellulare della madre. Non si conosce ancora la posizione della mamma della minore. Si deve adesso cercare di scoprire quale sia stato il suo ruolo nella vicenda.
Marcelletti ha però escluso di avere mi percepito indebitamente dei soldi dai genitori dei suoi piccoli pazienti. Ha ammesso di avere chiesto alcune documentazioni che sono state fatte prima delle operazioni, oppure dopo. Tutti gli importi sono stati fatturati e poi versati nei conti dell’associazione “Abc” di cui Marcelletti fa parte. Non ci sarebbe stato, dunque, alcun atto di cupidigia del professore poiché i soldi sono serviti per portare avanti il reparto di cardiochirurgia che è diventato un fiore all’occhiello della sanità siciliana.
Marcelletti ha anche ammesso di avere omesso qualche fatturazione delle visite che effettuava intra moenia, ma secondo il legale del cardiochirurgo non si può parlare ancora di peculato.
Intanto, i pazienti di Marcelletti si sono strinti attorno al professore per dimostrargli la loro solidarietà e per gridare a gran voce che non credono a tutto quello che si dice in questi giorni e che si legge sui giornali. Non è possibile, secondo loro, che una persona che salva e ha salvato tante piccole vite possa essere la bestia che è stata dipinta.
10 / 05 / 2008
Chiara Ferrał
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