Palermo: lo scandalo delle schede telefoniche all’Ars Schede telefoniche della Tim intestate a parenti, amici, genitori, consorti e addirittura anche a segretarie ed amanti. Erano state acquistate con una convenzione con il parlamento regionale siciliano. Dal 2001 al 2006 erano state distribuite come fossero dei pass d’accesso a palazzo dei Normanni. Ma poi è arrivata anche la bolletta, non semplice da pagare. E allora non la si è pagata. C’è voluta un’indagine dei carabinieri sue Massimo Ciancimino, il sindaco mafioso di Palermo, per far riaffiorare la vicenda, difficile da raccontare.
I carabinieri non tenevano sotto controllo le schede telefoniche dei deputati, ma quelle di Massimo Ciancimino nei quali i numeri telefonici assegnati all’Ars ricorrevano spesso. Da qui è nata la curiosità e si è scoperto il grande numero di schede sim intestate ai parlamentari dell’isola.
Ad alcuni dirigenti dell’Ars, fra cui a quanto sembra ci sarebbe anche il presidente, Francesco Casio, sono arrivate bollette di 300 mila euro, che non sono state pagate. Ma sorgono spontanee delle domande. Chi ha distribuito gratuitamente le schede Tim? E perché non è stato sufficiente il rimborso spese dei parlamentari per coprire le spese telefoniche?
13 / 01 / 2012
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