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Palermo: la Corte dei conti denuncia i privilegi regionali

Ogni anno è sempre la stessa storia. La corte dei conti ripete che i dipendenti regionali sono sempre più numerosi (323 in più nel solo 2007) e quindi aumenta anche il costo degli stipendi. Ma quello che più stupisce i magistrati contabili è il fatto che sono lievitate le indennità speciali. SI tratta di privilegi concessi per legge inizialmente soltanto a qualche dipendente regionale e poi estesi sempre di più.
Questi i punti principali della relazione che accompagna il giudizio di parificazione sui conti della Regione, redatta da Maurizio Meloni e Licia Centro, rispettivamente presidente e membro della sezione di controllo della Corte dei Conti. I magistrati chiedono a gran voce che la Regione metta un freno all’indennità di presenza. Si tratta di un incentivo introdotto nel 2000. Doveva essere un bonus per chi restava in ufficio fuori dai normali orari di lavoro, al di là del normale straordinario. Ma di questo bonus se ne è abusato.

Secondo i magistrati della corte dei conti l’indennità di presenza non deve più essere concessa a tutti i dipendenti degli uffici, per evitare che la spesa della Regione cresca ancora di più. Serve dunque una riforma degli uffici regionali. E quella che è sul tavolo del governo (allestita da Alfredo Lotta, Salvo Taormina ed Enzo Emanuele) non piace alla Corte dei conti poiché “emerge che l’attuazione delle misure proposte non prevede una diminuzione delle strutture burocratiche”. In pratica cambierebbe il nome, ma non la sostanza. C’è anche un altro problema: la clausola di salvaguardia che prevede, nel caso di risoluzione dell’incarico dirigenziale, che l’amministrazione garantisca un incarico equivalente o al massimo con uno stipendio inferiore del 10%. Secondo i magistrati, invece, sarebbe preferibile che il Governo inoltrasse all’Aran un atto di indirizzo per eliminare la clausola di salvaguardia nel prossimo rinnovo contrattuale.

02 / 07 / 2008

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