Palermo: intercettazioni abusive al carcere Pagliarelli Una centrale telefonica per intercettare tutte le telefonate in arrivo e in partenza dal carcere Pagliarelli di Palermo. Ma l'apparecchiatura illegale si trovava nell'ufficio del direttore dell'istituto, Laura Brancato. Per questo motivo la Procura di Palermo, dopo mesi di indagini condotte nel massimo riserbo, ha chiesto il rinvio a giudizio del funzionario. Il capo d'imputazione, come ricostruisce oggi l'edizione locale di Repubblica, fa riferimento al reato previsto dall'articolo 617 bis: "Installazione di apparecchiature atte a intercettare". I titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto Leonardo Agueci e il sostituto Antonio Altobelli, nel provvedimento ipotizzano anche i reati di truffa, falso e abuso d'ufficio: al direttore del Pagliarelli viene infatti contestato di avere usufruito di esami e servizi sanitari gratuiti previsti solo per i detenuti. I magistrati hanno sollecitato il rinvio a giudizio anche per l'ex dirigente sanitario del carcere, Sergio Cavallaro, che avrebbe agevolato il direttore. L'inchiesta è scaturita dall'esposto presentato da un sindacalista della polizia penitenziaria. L'avvocato Vincenzo Lo Re, legale della Brancato, sostiene che nell'ufficio del direttore "c'é solo un normale centralino dal quale non è possibile effettuare alcuna intercettazione" e si dice certo di riuscire a confutare anche le altre accuse. (fonte Siciliainformazioni)
28 / 10 / 2009
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