Palermo: inquinamento atmosferico mortale I risultati dello studio pubblicato ieri sulla rivista “Epidemiologia e Prevenzione”, indicano che in Italia ci si continua ad ammalare ed a morire a causa dell’inquinamento atmosferico.
Lo studio promosso dal Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, organismo di coordinamento tra il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ha riportato al centro dell’attenzione il tema dell’inquinamento atmosferico urbano, in gran parte originato dal traffico veicolare, che si conferma come fattore fortemente correlato all’incremento delle malattie cardio vascolari e bronco respiratorie. Una questione che interessa i temi della prevenzione e della tutela della salute pubblica.
Lo studio ha interessato dieci città italiane e tra queste anche Palermo, a significare che la nostra città è posta tra le città più inquinate d’Italia. Basta scorrere gli ultimi dati delle centraline di rilevamento della qualità dell’aria, gestite dall’Amia di Palermo, per riscontrare continui sforamenti del PM10, le micidiali polveri che vengono inalate dai cittadini e sono causa di significative patologie. In alcuni casi i dati indicano superamenti in diverse centraline poste nei quartieri della città, ciò a significare che il problema è generalizzato. Purtroppo ancora una volta è da denunciare la mancanza di una politica organica e razionale della Amministrazione Comunale di Palermo, che sui temi della mobilità sostenibile e del Piano Urbano del Traffico risulta ancora assente.
In questi giorni, presso il Tribunale di Palermo, è in fase dibattimentale il processo che individua le responsabilità del Sindaco Cammarata e degli Assessori della sua Giunta, per la mancata attivazione di procedure utili a ridurre l’inquinamento atmosferico ed a tutelare la salute pubblica, stante la stretta correlazione certificata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.
Le Associazioni Legambiente Palermo, Movimento Difesa del Cittadino (MDC), WWF , costituitesi parte civile nel processo, chiederanno l’acquisizione dello studio condotto dal Dott. Forestiere che certifica la stretta correlazione tra patologie respiratorie, cardio vascolari e l’esposizione ad inquinanti atmosferici, nonché l’acquisizione di indagini epidemiologiche condotte negli ultimi anni. Nella stessa sede dibattimentale saranno forniti i dati di rilevamento delle ultime settimane a testimoniare la persistenza dello stato di emergenza.
28 / 11 / 2009
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