Palermo: il questore Marangoni: un anno di successi Un anno straordinario. Così il questore di Palermo, Alessandro Marangoni, definisce il 2009 nel corso dell'incontro di fine anno con i giornalisti. Una stagione di successi, culminata con l'arresto dei boss latitanti Gianni Nicchi e Domenico Raccuglia. "Un uno due micidiale", dice Maragoni che, prosegue, "ci fa affermare che siamo quasi fuori dal tunnel. Cosa nostra sta scendendo dall'autobus e noi dobbiamo farci trovare pronti. E' un momento di crisi della mafia. I quadri dirigenziali sono finiti in galera (95 i boss arrestati nel 2009), ma Cosa nostra sta cercando di riorganizzarsi". Si corre il rischio, secondo il questore, che si verifichi la "camorizzazione" di Cosa nostra palermitana, piccoli gruppi al potere che si spartiscono il territorio". Ecco perché, sostiene Marangoni, non si deve abbassare la guardia: "Avevamo detto che avremmo messo le mani nelle tasche dei mafiosi e abbiamo mantenuto l'impegno". Il riferimento è ai 314 milioni di euro di beni sequestrati nel 2009 (+55 per cento rispetto al 2008 quando si erano fermati a quota 202 milioni).
Incoraggianti sono i segnali che arrivano dalla società civile. Tra i commercianti c'é chi denuncia. Sono ancora pochi, ma il questore è fiducioso: "Si é aperta una crepa nella diga dell'omertà. La spinta è partita e sono certo che nei prossimi anni le denunce saranno molte ma molte di più. Lo dimostra l'accoglienza riservata ai nostri uomini. In via Sciuti, a Palermo, il giorno dell'arresto di Nicchi, e a Calatafimi, quando abbiamo preso Raccuglia, tanta gente ci ha applaudito". Meno rapine (sono state 734, - 36%), meno scippi (235, -42%) e furti in casa (649, -27%). "Il controllo del territorio ha dato i suoi frutti anche sul fronte della microcriminalità - spiega Marangoni -. L'istituzione dei Condor ad esempio è stato un deterrente per chi ha brutte intenzioni". Anche il calo delle denunce (sono state 15957, contro le 20500 del 2008), viene inquadrato positivamente: "Il contrasto é stato vincente". Per il 2010 la lotta alla mafia resta la priorità. Con un obiettivo da centrare: la cattura di Matteo Messina Denaro. "Certamente lo prenderemo - conclude il questore - non chiedetemi quando ma lo prenderemo, siamo sulla buona strada. In pentola bollono tante operazioni. Non esiste l'invincibilità dei latitanti. Così come non esiste la loro infallibilità. Anche lui commetterà un errore e noi saremo lì. Sono falsi miti che non esistono". (fonte Siciliainformazioni)
30 / 12 / 2009
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