Palermo: il cognato del procuratore Messineo era un prestanome Continua il caso del procuratore di Palermo, Messineo, in relazione ai rapporti del cognato, Sergio Sacco, con la mafia. Secondo due collaboratori di giustizia Sacco era il prestanome di un boss mafioso ed era anche il collettore di somme di denaro per la famglia mafiosa dei Madonia. Lo ha dichiarato il pentito Andrea Bonaccorso.
"Sono a conoscenza del fatto che alcuni cavalli di valore, formalmente intestati a Sergio Sacco, sono in realtà di Andrea Adamo (capomafia di Brancaccio arrestato insieme ai boss Lo Piccolo ndr)" dichiara il collaboratore in un verbale del marzo 2008 e in quello illustrativo del luglio di un anno fa. Da ambienti giudiziari si apprende che questi fatti "sono oggetto di verifica". Il coinvolgimento dell'imprenditore era emerso anche in una intercettazione con la vedova del boss Bonanno, poi ucciso. Un altro pentito, il 17 aprile 2002, Giusto Di Natale, aveva dichiarato:"So per certo che la moglie del boss Ciccio Madonia, cioé la mamma di Nino Madonia, ogni mese, percepiva 12 milioni per affitti. Questi soldi le venivano portati da Sergio Sacco, aveva lui questo incarico...".
Messineo, intanto, nei giorni scorsi ha scritto al Csm, che aveva aperto un fascicolo su questo legame familiare, spiegando che da 30 anni non ha rapporti col fratello della moglie. Sacco, come ha dichiarato al Csm il procuratore generale, Luigi Croce, non è indagato.
27 / 03 / 2009
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