Palermo: fece violentare il figlio dell’ex compagna: arrestato pensionato di Montelepre
Una storia raccapricciante. Una violenza inaudita. Una di quelle che quasi ogni giorno compaiono sui quotidiani. Una di quelle storie che non vorremmo mai sentire raccontare. Un bambino di nove anni che subisce una violenza di gruppo. La scena ripresa con una telecamera. Il tutto con il consenso e l’aiuto del patrigno del bimbo. Era stato lui a fare entrare gli aguzzini in casa, forse in cambio di denaro o di altri favori.
La vicenda è venuta alla luce adesso, ma risale a due anni fa. La polizia ha arrestato l’ex compagno della madre del piccolo, un pensionato di 61 anni residente a Montelepre. Rimangono ancora senza un volto i due stupratori del bambino. Il piccolo non ha saputo indicarli. Il patrigno, secondo la ricostruzione della Procura, non ha partecipato materialmente alla violenza.
Il piccolo adesso vive in un istituto su disposizione del tribunale dei minori. La madre ha gravi problemi economici ed è da tempo separata dall’aguzzino di suo figlio.
A scoprire la vicenda sono stati gli assistenti sociali. La violenza era stata consumata due anni fa, ma il bambino non aveva mai parlato. Forse per vergogna. O per paura. Nemmeno la madre sapeva nulla. Il bimbo, invece, a contatto con un ambiente diverso, ha iniziato ad aprirsi e a raccontare la verità a poco a poco.
Il bambino ha parlato dell’ex compagno della madre. Credeva fosse il suo vero papà e gli voleva bene. Si fidava di lui. L’uomo, invece, aveva altri scopi. Un giorno ha approfittato dell’assenza della compagna e lo ha invitato ad andare nella sua camera da letto, stando ai racconti del minorenne. Nel frattempo sono arrivati due uomini che si sono chiusi con loro nella camera. Ed è così che sono iniziate le violenze. Scene terribili che sarebbero anche state filmate.
Gli assistenti sociali hanno segnalato l’accaduto. Il pm Adriana Blasco ha seguito le indagini con l’ausilio di un consulente tecnico che ha sentito il piccolo, il quale ha confermato tutto quanto era stato raccontato dalle assistenti sociali. Il gip Roberto Conti ha disposto la misura cautelare in carcere per il pensionato. Adesso bisogna individuare i due violentatori. Il particolare della videocamera potrebbe far pensare a persone inserite in un giro organizzato di pedofilia.
19 / 02 / 2008
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