Palermo: disinnescata bomba, faceva parte dell’arsenale dei Lo Piccolo Una bomba da mortaio è stata fatta brillare dai carabinieri nel parco di Villa Malfitano a Palermo. Faceva parte dell’arsenale dei boss Lo Piccolo. Personale specializzato anti sabotaggio del comando provinciale dei carabinieri di Palermo, ha provveduto a far brillare l’ordigno di marca Brixia, di fabbricazione italiana e risalente alla seconda guerra mondiale presso il poligono militare “Masseria dei cippi” a Montelepre. Il residuato bellico, risultato in buono stato di conservazione e contenente esplosivo ad alto potenziale, era perfettamente funzionante e avrebbe potuto essere utilizzato in azioni altamente offensive, sia come bomba a mano, sia per essere proiettata a mezzo di mortaio da 45 mm.
L’arsenale dei Lo Piccolo era stato scoperto a seguito dell’operazione “Eos” che ha portato in carcere 21 persone tra vertici e gregari dei mandamenti mafiosi di Resuttana e San Lorenzo, ricadenti sotto il controllo del boss Salvatore Lo Piccolo. Dopo giorni di ricerche e scavi, i militari hanno trovato all’interno di storiche grotte artificiali realizzate all’interno del parco di Villa Malfitano in via Dante, armi e munizioni. In particolare, sono stati trovati due mitragliatori con matricole abrase e relativo munizionamento, calibro 9 parabellum di fabbricazione croata, dotati ognuno di silenziatore di fabbricazione artigianale; una pistola semiautomatica calibro 9x21 marca Tanfoglio; una pistola semiautomatica calibro 9x21 marca Sig sauer; due revolver calibro 38 special marca Werke; un fucile a pompa calibro 12 marca Mossberg; un silenziatore artigianale calibro 22; un giubbotto antiproiettile e migliaia di munizioni.Le armi, a disposizione di Agostino Pizzuto, giardiniere della fondazione arrestato nell’ambito dell’operazione, sono state recuperate interamente e repertate da personale specializzato del nucleo anti sabotaggio e dalla Sezione investigazioni scientifiche carabinieri di Palermo. Secondo quanto disposto dai magistrati che seguono le indagini: Gaetano Paci e Lia Sava della Dda di Palermo, tutto il materiale posto sotto sequestro è stato inviato al Racis di Messina che ha verificato e confermato la funzionalità delle armi. Sono attualmente in corso altri esami di comparazioni sull’eventuale impiego delle armi in episodi delittuosi riconducibili alle consorterie mafiose di Resuttana e San Lorenzo.
19 / 06 / 2009
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