Era il 16 marzo del 1990 quando Emanuele Piazza, agente che collaborava con i servizi segreti, fu prelevato dalla propria casa e non fu mai più ritrovato. Si era allontanato in compagnia di un amico che gli aveva chiesto di accompagnarlo a Capaci per cambiare un assegno. Da allora si persero le sue tracce. Le indagini della polizia hanno portato alla luce che Piazza, all’epoca, collaborava con i servizi segreti ed era sulle tracce di alcuni pericolosi latitanti. Sette mesi prima della sua scomparsa, un collega, Antonino Agostino, era stato assassinato insieme alla moglie. Anche su questo delitto Piazza voleva fare chiarezza. Ultimamente alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno permesso di ricostruire i fatti. Il 16 marzo del 1990 Piazza fu prelevato da Francesco Onorato, ex pugile e suo vecchio compagno di palestra, con la banale scusa di essere accompagnato per cambiare un assegno a Capaci. Qui ci arrivarono, ma Onorato condusse l’”amico” in un casolare di campagna, a poche centinaia di metri dal luogo dove perse la vita Giovanni Falcone con la compagna e gli agenti della scorta. L’ordine di questo omicidio sarebbe stato dato, secondo i testimoni, da Salvatore Biondino, braccio destro di Riina, perchè Piazza era diventato troppo scomodo per la mafia.Attualmente i pm Antonio Ingroia ed Erminio Amelio stanno indagando sul caso Piazza, a loro giudizio non ancora del tutto chiaro. IL padre dell’ex poliziotti a “Chi l’ha visto?” aveva dichiarato di voler investire i soldi dell’indennizzo che è intenzionato a richiedere allo stato, per fondare un’associazione intestata al figlio, allo scopo di svolgere nuove attività sociali nel quartiere palermitano Zen.
“I conti non tornano – dichiara Sonia Alfano, europarlamentare Idv e presidente dell’associazione nazionale familiari vittime di mafia – perchè Piazza, che collaborava con i servizi segreti, è scomparso subito dopo l’assassinio dell’agente Agostino e questo dettaglio non dovrebbe essere trascurato. Voleva scoprire la verità su inchieste e in particolare sull’omicidio Agostino e per questo ha pagato il prezzo più alto. É una delle vittime – continua la Alfano – spesso dimenticate alle quali dovrebbe andare il nostro ringraziamento per aver messo a disposizione dello Stato la propria vita”.
Maria Chiara Ferraù
16 / 03 / 2010
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'Palermo: delitto Piazza, vent’anni dopo '
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