Palermo: Corona (Pdl), dopo 10 anni disattese le leggi per la prevenzione del rischio ambientale Roberto Corona del Pdl torna ancora una volta sulla vicenda dell’Area ad elevato rischio ambientale del Mela, in provincia di Messina e del danno alla salute dei cittadini che vi abitano. “In quest’area – ha detto Corona – non sono possibili interventi infrastrutturali di qualsiasi genere finché le Autorità non provvederanno al ripristino della legalità normativa”.
“In molteplici interrogazioni ed interpellanze – prosegue Corona – presentate al Presidente della Regione e agli Assessori al Territorio e Ambiente, alla Salute e all’ Energia e Servizi Pubblica Utilità, ho fatto presente che le leggi violate dal 2002 e che hanno dato luogo a quest’area ad elevato rischio ambientale ancora oggi , dopo quasi dieci anni, sono rimaste tali e quali, con l’aggravante di essere in procedura di infrazione comunitaria”.
“In particolare le leggi violate riguardano l’assenza di misurazioni degli inquinanti per le emissioni in atmosfera; il mancato adeguamento degli impianti per le acque secondo le direttive del D. Lgs n. 152 del 2006 (e s.m.ei);la mancanza della Vas (valutazione ambientale strategica) che sarebbe dovuto essere lo strumento adeguato per la valutazione degli effetti del “carico ambientale sul territorio”ed in mancanza della quale viene compromesso il sistema produttivo, occupazionale, sociale ed economico. Infatti nessuna valutazione di impatto ambientale (VIA) per i progetti può essere redatta senza avere la valutazione del carico antropico e dei suoi effetti”.
“Ma se a questo – prosegue Corona – aggiungiamo che la “Legge Seveso” per gli effetti sulla urbanizzazione del territorio e per la sicurezza e la salute dei cittadini non è mai stata considerata ed attuata insieme alle “bonifiche”, possiamo con certezza affermare che l’area del Mela non solo continuerà ad essere ad alto rischio ambientale, ma non produrrà mai uno sviluppo nel tessuto sociale, e soprattutto infrastrutturale fino a che non sia ripristinata la legalità”.“Di conseguenza - aggiunge Corona - le autorizzazioni rilasciate per le aziende Terna, Snam Sealine di Monforte, le AIA nazionali della Raffineria e della CTE di San Filippo del Mela e quelle regionali in corso per l’ESI e l’ULTRAGAS, vanno rivisitate ed operate tenendo conto delle suddette gravi violazioni alla legge fino ad oggi perpetrate e, fino a quando non verrà ripristinata la legalità normativa si potrà intervenire solo in regime di emergenza ambientale e territoriale. Fino a quando – conclude Corona – verranno disattese le norme e le direttive ambientali e territoriali in aree ad elevato rischio ambientale come quella del Mela si potranno consentire soltanto interventi che per la loro natura diano risultati rapidi ed efficaci per migliorare la vivibilità sociale ed economica“.
25 / 10 / 2011
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