Palermo: cordoli “dispettosi” Non piacciono ai motociclisti né agli automobilisti. Stiam parlando dei cordoli che sono pericolosi anche per i pedoni. Ne sa qualcosa Roberto Scalici, 63 anni, medico nefrologo in pensione che ieri proprio a causa di un cordolo è caduto riportando un trauma cranico e al momento è incapace di muovere gli arti. Al momento dell’incidente l’uomo era a piedi in via libertà all’altezza di via Arimondi e stava per prendere un autobus in arrivo. Ha accelerato il passo ed è inciampato proprio sul cordolo, sbattendo violentemente la testa.
A prestare i primi soccorsi a Roberto Scalici è stato il personale in servizio di una pattuglia dei carabinieri. Dal 112, alle 8,48, è stata diramata la nota alla centrale operativa del 118: 11 minuti dopo due ambulanze sono giunte sul luogo dell´incidente. Scalici è stato caricato su un´ambulanza di rianimazione. Sebbene sotto choc era vigile. Trasportato d´urgenza nell´area di pronto soccorso di piazzetta Salerno, Roberto Scalici è stato dapprima visitato al pronto soccorso e poi subito trasferito trasferito in Neurochirurgia per essere operato. I medici sono fiduciosi anche se il decorso sembra lungo.
I cordoli erano stati fortemente voluti dall’azienda municipale dei trasporti nel mese di febbraio per delimitare le corsie preferenziali per gli autobus urbani, ma hanno creato problemi sin da subito. Qualche giorno dopo la loro posa in via Maqueda, un’auto, dopo aver urtato il cordolo era finita contro la vetrata di una banca. L’Amat, però difende la scelta con risultati alla mano: in alcune zone le corse perse dai bus a causa del traffico sono diminuite di quasi il 50%.
Secondo la federazione mobilità sostenibile, invece, i cordoli costituiscono un pericolo sia per chi si muove a piedi che per chi si muove a bordo di una due ruote, sia essa una moto o una bicicletta. Al posto dei cordoli, secondo i componenti della federazione, sarebbero più sicure le borchie circolari.
28 / 03 / 2009
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