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Palermo: condannato l’ex legale dei Lo Piccolo


Marcello Trapani, ex avvocato dei fratelli Lo Piccolo ed ex procuratore sportivo, è stato condannato a 4 anni e 10 mesi per associazione mafiosa dal gup di Palermo, Angelo Pellino. Per lui, diventato ora collaboratore di giustizia, i pm della Dda di Palermo, Marcello Viola, Francesco Del bene e Maria Picozzi, avevano chiesto la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione. Il gup ha ritenuto di non dover concedere la riduzione della pena prevista per i collaboratori di giustizia, ma solo quella per il rito abbreviato.

Secondo l'accusa, Marcello Trapani sarebbe stato a disposizione della famiglia mafiosa guidata dai Lo Piccolo e avrebbe curato gli affari della cosca. Dall'inchiesta emerse, inoltre, che Trapani avrebbe procurato a Calogero Lo Piccolo, uno dei figli del capomafia, arrestato successivamente, un giubbotto antiproiettile.

Per i coimputati, i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo e Pietro Mansueto, che in questo processo rispondono di fittizia intestazione dei beni, il gup ha rimesso gli atti ai pm perché dal processo (sia dalle deposizioni di altri pentiti come Francesco Franzese e Antonino Nuccio, sia dalle intercettazioni ambientali e telefoniche) emerge un'altra condotta criminale: concorso in estorsione. Il gup Pellino ha inoltre rimesso gli atti ai pm affinché valutino la possibilità di procedere nei confronti di Rosalia Di Trapani, moglie di Salvatore Lo Piccolo, per associazione mafiosa e concorso in estorsione.

Secondo l'accusa, Mansueto avrebbe favorito i Lo Piccolo, intestandosi una palazzina nella zona di Tommaso Natale, alla periferia del capoluogo, che in realtà sarebbe appartenuta ai capimafia. Il tramite tra Mansueto e i Lo Piccolo, capimafia di quella zona, sarebbe stato Trapani, che avrebbe contattato Rosalia Di Trapani. Il gup ha dato un'altra interpretazione dei fatti, secondo la quale la palazzina era nella effettiva disponibilità di Mansueto (che aveva inizialmente pensato di affittarla a una banca) e l'estorsione sarebbe avvenuta nei confronti degli imprenditori Conigliaro che lì avrebbero dovuto aprire una macelleria, il “Mercatone della carne”. (fonte Siciliainformazioni)

30 / 11 / 2009



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