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Palermo: Ciancimino condannato a 3 anni e 4 mesi

Tre anni e quattro mesi. È la condanna inflitta a Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito. Le accuse erano di riciclaggio ed intestazione fittizia di beni. In primo grado Ciancimino jr era stato condannato dal gup a 5 anni e 8 mesi di reclusione.
Per i coimputati di Ciancimino, con l’accusa di intestazione fittizia di beni il tributarista Gianni Lapis dovrà scontare cinque anni; la madre di ciancimino, Epifania Scardina, è stata condannata ad un anno. All’avvocato romano Giorgio Ghiron, accusato di riciclaggio in concorso, è stata confermata la condanna di primo grado: cinque anni e quattro mesi di carcere.
Il processo ruota attorno all’inestimabile patrimonio accumulato dall'ex sindaco Vito Ciancimino, longa manus della mafia corleonese nella politica e artefice del cosiddetto sacco edilizio di Palermo. Il gup in primo grado decise la confisca di beni per circa 50 milioni di euro tra cui una Ferrari, il ricavato della cessione di alcune società di distribuzione del gas che, secondo l'accusa, sarebbero state fittiziamente intestate a Lapis, ma che in realtà erano di proprietà dell'ex sindaco, una barca e una casa a Roma di Massimo Ciancimino, la società Pentamax, quote della Air Panarea, poi dissequestrate.
Lapis, secondo gli inquirenti intestatario fittizio di quote delle società del gruppo Gas, avrebbe versato sul conto svizzero Mignon, messo a disposizione da Ghiron, il ricavato della vendita delle partecipazioni societarie: da qui, per il legale, l'accusa di riciclaggio in concorso con Ciancimino che avrebbe reinvestito il denaro ricavato dalla cessione. A carico degli imputati, infine, è in corso un procedimento davanti alla sezione misure di prevenzione del tribunale.


30 / 12 / 2009





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