Palermo: cartella esattoriale all’imprenditore Cutrò, testimone di giustizia
Ignazio Cutrò, imprenditore e testimone di giustizia di Palermo ha ricevuto una cartella esattoriale da 85 mila euro. Doveva essere bloccata dalla sospensione prefettizia. “Purtroppo – scrive Sonia Alfano, europarlamentare di Italia dei valori – lo Stato continua a non dare risposte esaurienti a chi ha denunciato e si è ribellato all’oppressione mafiosa mettendo a repentaglio la propria vita e questo non può certo indurre commercianti ed imprenditori a fare la scelta giusta, ovvero denunciar”.
Le testimonianze di Cutrò hanno fatto condannare la cosca Panepinto di Palermo ad un totale di 70 anni di carcere. “Sono al fianco di Cutrò – prosegue la Alfano – e soprattutto invito le istituzioni a non voltarsi dall’altra parte. L’imprenditore ha deciso di stare dalla parte dello Stato, dimostrandosi cittadino onesto e coraggioso e per questo merita rispetto e sostegno. Come può Cutrò pagare i debiti – ha aggiunto l’europarlamentare – se gli è impedito persino di far ripartire la propria azienda? Lo Stato deve garantire ai testimoni di giustizia non solo la sicurezza personale, ma anche la propria gratitudine”.
Sulla vicenda interviene anche il senatore del Pd, Giuseppe Lumia. “Questa è l’ultima di una lunga serie di paradossi e inefficienze che caratterizzano la gestione dei testimoni di giustizia. Può un cittadino che ha denunciato il pizzo pagare i propri debiti se dopo la denuncia lo Stato non lo mette nelle condizioni di lavorare in sicurezza e tranquillità? Ecco perché la cartella esattoriale avrebbe dovuto essere congelata. La cattiva gestione dei testimoni – aggiunge Lumia – è un problema che si trascina da tempo e che indebolisce la lotta alla mafia perché scalfisce la credibilità delle istituzioni. Lo Stato non solo deve proteggere e reinserire i cittadini che decidono di stare dalla parte della legge, ma deve anche dimostrare di essere affidabile. Mi auguro che questo governo possa finalmente affrontare e risolvere la questione”.
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