Palermo: brogli elettorali 2007, due arresti
Due presidenti di seggio a Palermo durante le elezioni amministrative del 2007, sono stati arrestati questa mattina. L’accusa è di broglio elettorale alle elezioni per eleggere il sindaco di Palermo. I due avrebbero favorito, falsificando ben 580 schede, una lista che appoggiava l’attuale sindaco Diego Cammarata. In particolare, secondo l’accusa, sarebbero state falsificate delle schede per favorire un consigliere comunale uscente e un candidato per la circoscrizione. Il consigliere comunale alla fine non e' stato eletto, mentre il candidato della circoscrizione e' riuscito a farcela. Le due sezioni in cui la polizia, coordinata al pm Maria Forti, ha riscontrato i brogli elettorali sono la numero 470 e la 19. In entrambi i seggi sono risultate piu' di 200 schede oltre i votanti iscritti e secondo l'analisi degli investigatori le preferenze espresse per l'ex consigliere comunale sarebbero tutte fatte dalla stessa persona. Il dato emerge dalla perizia calligrafica.
In merito alla vicenda, il consiglio direttivo dei giovani dell’Italia dei Valori di Palermo, esprime la propria indignazione per il “vulnus” perpetrato in occasione delle amministrative nel capoluogo siciliano. In considerazione del depotenziamento di rappresentatività del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, il consiglio direttivo crede che sarebbe opportuno che il primo cittadino rassegnasse le sue dimissioni, ai fini dello sviluppo del procedimento giudiziario che probabilmente potrebbe fare emergere altre lesioni alla democrazia e al sano sviluppo della partecipazione democratica.
Sconcerto e rammarico per i due arresti sono stati espressi da Leoluca Orlando, in corsa contro Cammarata alle amministrative di Palermo del 2007. “"Il voto amministrativo di Palermo dello scorso maggio è stato prima controllato – ha dichiarato Orlando – poi comprato e infine, visto che era a tutti evidente che avrei comunque vinto a primo turno, è stato manipolato; gli arresti di oggi sono solo una piccola conferma alle tante e circostanziate denunce che con centinaia di cittadini, anche candidati, presentammo nei giorni successivi al voto." Orlando ricorda ancora che "sono ancora sotto gli occhi di tutti i verbali sbianchettati, i voti scomparsi nel nulla e, soprattutto, il caos scientificamente organizzato a Palazzo delle Aquile per la ricezione dei plichi elettorali di cui nessuno accertava l'autenticità e la provenienza".
Secondo Leoluca Orlando ci potrà essere la possibilità che fra due settimane, in occasione delle elezioni regionali e nazionali, si ripeta ciò che è avvenuto lo scorso maggio. “Anche in considerazione del fatto – dichiara Orlado – che sono gli stessi burocrati che allora organizzarono il caos, a poter condizionare oggi gli stessi uffici chiave dell'Amministrazione comunale: Servizio Elettorato, Anagrafe e Segreteria Generale. È altrettanto evidente – continua Orlando – che non si tratta più e non soltanto di un problema di gestione dei procedimenti elettorali, ma di un problema di ordine pubblico, perché elezioni così scientificamente disorganizzate potrebbero facilmente essere condizionate dalla criminalità organizzata”.
28 / 03 / 2008