|
Palermo: 38 arresti
Un’inchiesta lampo, durata poco più di due mesi, ha portato questa mattina all’emissione di 38 fermi (29 gli arrestati, 6 già in carcere e tre latitanti) del clan Lo Piccolo. L’indagine era nata dai pizzini ritrovati nel covo dei Lo Piccolo ed è stata sviluppata grazie alle dichiarazione dei pentiti Francesco Franzese e Antonino Nuccio e a quelle di un altro fedelissimo al clan Lo Piccolo. Gli arresti di oggi sono stati un vero e proprio terremoto che ha sconvolto le cosche mafiose colpendole al loro interno, facendo pulizia di capi e sottocapi, di boss antichi e di giovani boss in carriera da un capo all’altro del capoluogo siciliano.
Gli uomini della squadra mobile della Polizia di stato di Palermo sono riusciti, così, a far andare in fumo il sogno che Lo Piccolo aveva iniziato a coltivare subito dopo l’arresto del boss Provenzano: diventare il padrone assoluto ed indiscusso e ricreare la Cupola. Un progetto che sicuramente avrebbe portato a termine se gli uomini della Polizia non avessero bloccato prima i suoi piani facendo irruzione nella sua villa di Giardinello il 5 novembre scorso. Fu proprio in quel giorno che la mafia palermitana cambiò il suo corso, per sempre.
L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto procuratore Alfredo Morbillo e dai sostituti Gaetano Paci, Francesco Del Bene, Domenico Gozzo e Annamaria Picozzi, sviluppa anche due temi cardine come l’omicidio di Nicola Ingarao, il reggente della famiglia di Porta Nuova ucciso il 13 giugno dello scorso anno, e il piano che Lo Piccolo stava stava sviluppando per uccidere il latitante Giovanni Nicchi,
Gli inquirenti hanno ricostruito la nuova mappa del potere palermitano, assegnando a ciascun capo un mandamento, riuscendo così a ricostruire che i più grossi attentati degli ultimi mesi. Il vantaggio dell’indagine che ha portato questa mattina agli arresti è legato soprattutto al fatto che gli inquirenti hanno potuto lavorare quasi indisturbati sui pizzini, mentre i boss cercavano di capire come muoversi dopo l’arresto del boss Lo Piccolo. L’indagine, insomma, ha bloccato in tempo reale la riorganizzazione della mafia che adesso sembra essere in caduta libera. Mancano i capi, infatti.
17 / 01 / 2008
Scrivi
la tua opinione sull'argomento
le tue opinioni saranno
pubblicate nello spazio
Forum
|
Voci correlate
|
|
CRONACA Altre news sugli argomenti 

|
|
|