"Palcoscenico Sicilia": teatri, fondazioni e orchestre siciliane insieme per il cartellone estivo 2008
La prossima estate in Sicilia i teatri e le associazioni teatrali che nelle varie città dell’isola programmano eventi, saranno insieme. Si assisterà ad un vero e proprio miracolo che permetterà di vedere i tre teatri stabili siciliani di Palermo, Catania e Messina, l’Orchestra sinfonica siciliana, il Massimo, il Bellini, il “Pirandello” di Agrigento, TaoArte, le Orestiadi, l’Inda (istituto nazionale del dramma antico di Siracusa) e il Luglio trapanese, collaborare ad un unico cartellone. Senza rimbrotti, prevaricazioni o invidie. Se poi, a questo cartellone si unisce il fatto che collaborano anche gli assessorati regionali ai Beni culturali e al Turismo, il miracolo è del tutto compiuto.
Nei giorni scorsi a Palermo Lino Lenza e Dore Misuraca hanno raccolto attorno un tavolo le diverse istituzioni artistiche dell’isola e hanno raccolto alcune proposte.
Da questo primo incontro si è stabilito che, la prossima estate, un’ “Ottava sinfonia di Gustav Mahler vedrà la partecipazione congiunta del Massimo di Palermo, del Bellini di Catania e della Sinfonica. Un’ “Orestea” prodotta dall’Inda e un “Amleto” del teatro Biondo di Catania saranno messi in scena a Ghibellina. “La favola del figlio cambiato” di Pirandello sarà affidata dal teatro Vittorio Emanuele di Messina e da Taoarte ai palcoscenici di Taormina e Agrigento.
Queste sono soltanto alcune fra le prime idee proposte dai responsabili dei più importanti teatri, fondazioni e orchestre siciliane alla Regione. Per questi progetti i Beni culturali hanno predisposto un finanziamento di un milione di euro, mentre il turismo interverrà per la promozione e la comunicazione.
L’obiettivo del progetto è di promuovere il territorio ed incentivare il turismo attraverso manifestazioni di spettacolo. La collaborazione tra i due assessorati è un segnale atteso da anni.
Il progetto “Palcoscenico Sicilia” potrà, dunque, essere uno strumento moderno per attribuire forme di sostegno e per consentire a chi nella Sicilia produce cultura, di mantenere alta la qualità dell’offerta in modo da permettere, al teatro siciliano, di conservare il suo ruolo culturale centrale.
20 / 12 / 2007
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