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Palagonia (Ct): imprenditore “abbandonato” perché denuncia il pizzo

Essere abbandonati perché si è denunciato il pizzo. Sembrerebbe assurda una situazione del genere. Eppure è una storia accaduta ad un imprenditore di Palagonia. L’uomo è stato abbandonato dalla comunità per aver detto no al pizzo. Una storia che fa riflettere. L’imprenditore etneo, dopo aver denunciato i propri estorsori, adesso rischia di perdere tutto il raccolto. Nessun bracciante vuole più raccogliere i suoi agrumi. E nessun grossista intende comprare le sue arance che, così, rimangono appese sugli alberi. La strada della denuncia, dunque, è pericolosa, e spesso ci si ritrova da soli a lottare contro tutti e tutti. Soprattutto a lottare contro un sistema di omertà. Una omerta che, però, deriva essenzialmente dalla paura. Dalla paura che tende a fare chiudere gli occhi e voltare la faccia da un'altra parte per non avere poi dei problemi. Ma non ci si ribella al pizzo soprattutto perchè non ci si sente protetti dalle istituzioni e dalle forze dell'ordine.
Per questo motivo l'associazione Antiracket antiusura etnea, presiedutda Gabriella Fuerrini, ha illustrato i dettagli organizzativi di una mobilitazione generale da parte sia delle altre associazioni che dei cittadini. L'iniziativa, dal titolo "Arance pizzo free", parte dall'idea che questa sarà una sfida pubblica e collettiva al racket.
Intanto, il prefetto di Catania, Giovanni Finazzo, si sta attivando per trovare grossisti interessati a comprare le arance "Tarocco Cicciobello" dell'imprenditore di Palagonia. Domenica prossima i volontari delle varie associazioni partiranno con un autobus da piazza Michelangelo a Catania alle 7 del mattino per andare a raccogliere la maggior quantità possibile di tarocco e poter contribuire, in tal modo, a riscrivere il finale di questa amara storia.


13 / 03 / 2008

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