Nell’anniversario della partenza dei Mille l’Fns parla di commedia recitata male Il 5 maggio del 1860 Garibaldi con i mille partiva da Quarto. Oggi, nell’anniversario della partenza dei Mille l’Fns, il frunti nazziunali sicilianu, ritiene doveroso riaffermare i valori della verità anche per quanto riguarda la partenza da Quarto. “Niente di eroico – scrive l’Fns – niente di miracoloso, nessun eroe da santificare. Era stato tutto previsto e tutto programmato. Tutto era conforme al progetto e alle direttive del governo di Londra. Le navi “Piemonte” e “Lombardo” erano già state regolarmente vendute al governo di Torino dall’armatore Federico Rubattino. Si trattava soltanto di dare ad intendere ai diplomatici stranieri e ai “gonzi” che vi era stato un abile ed imprevedibile colpo di mano da parte di un commando garibaldino per catturare e sequestrare i due piroscafi. La polizia portuale, i gendarmi ed i testimoni di qualsiasi tipo erano stati fatti allontanare dalle vicine banchine del porto di Genova. Nino Bixio e Benedetto Castiglia, recitarono, come meglio poterono, la commedia, pur accumulando dei ritardi imprevisti. A Quarto – continua l’Fns – Garibaldi, fra la folla plaudente, li aspettò con notevole impazienza. Finalmente potè dare il via agli imbarchi dei Mille. Gli imbarchi procedettero lentamente, in quanto, con delle barche e delle chiatte, si dovevano raggiungere il Lombardo ed il Piemonte che attendevano a qualche centinaio di metri dalla costa che non aveva approdi idonei a navi così grandi. Partenza, dunque, verso il mito! Ovviamente, per la storiografia ufficiale, il tutto era avvenuto nel massimo segreto. Il Segreto di Pulcinella, appunto! Il motto al quale si atteneva la spedizione era “Italia e Vittorio Emanuele”. Questo fu chiarito, con il primo Ordine di servizio, fin dal primo momento della partenza. E sarà ripetuto, per ordine di Garibaldi, ad ogni piè sospinto. Cavour aveva svolto già la sua parte, ma, intelligente com’era, volle prendere precauzioni. Ritenne necessario, infatti, che la flotta piemontese, comandata dall’Ammiraglio Persano, seguisse i due piroscafi con la dovuta discrezione. Mentre gli Inglesi, con le loro navi da guerra, sempre a debita distanza, seguivano le navi dei “Mille” e la flotta militare sabauda. Anche gli Inglesi conoscevano bene come stessero le cose! Per la storiografia ufficiale, invece, tutto sarebbe avvenuto segretamente, all’insaputa del Cavour e dello stesso Vittorio Emanuele, nel cui nome i Mille partivano. La tragi-commedia aveva così inizio! Arrivederci alle prossime sceneggiate! Un appello finale, tuttavia, lo rivolgiamo ai cultori dell’AGIOGRAFIA RISORGIMENTALE: “Signori, per favore, finitela di lavarci il cervello. Restituite ai Popoli del Sud e a quello Siciliano la verità sulla tragedia del 1860. Passo dopo passo, appunto. Senza odio e senza spirito di vendetta. E soprattutto senza prenderci, ancora una volta, per fessi!”.
05 / 05 / 2010
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